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L'Udeur si difende: "L'etica solo quando fa comodo"

di FABIO MARUCCI

«La scelta di Moscherini è stata dettata dalla condivisione del programma di governo attento alle esigenze della città e soprattutto ai bisogni delle famiglie». Il segretario Provinciale dei Popolari-Udeur Gianfranco Bafundi e quello regionale Maurizio Calvi, all’indomani delle critiche mosse dall’Unione cittadina al loro partito, all’Italia dei Valori e alla Rosa nel Pugno che hanno scelto di partecipare alle ‘‘larghe intese’’, hanno precisato la posizione dell’Udeur in questa campagna elettorale.
«L’Unione non può parlare di etica solo quando i numeri non gli sono favorevoli – ha spiegato Calvi – l’Udeur sposa i programmi e non le coalizioni, nel rispetto dei cittadini e delle loro esigenze. L’indirizzo dell’Udeur nel paese Italia è quello di creare le condizioni politiche per un grande centro e Civitavecchia rientra in questa strategia. Ecco perché non può esserci addebitata nessuna politica di trasformismo».
«Vogliamo partecipare al Progetto Civitavecchia per farla uscire dal degrado in cui è piombata negli anni passati – ha aggiunto Bafundi – per questo abbiamo accolto l’invito di Gianni Moscherini a partecipare, al di là degli schieramenti precostituiti, alla coalizione di larghe intese che sotto la sua guida potrà ridare a Civitavecchia il ruolo e l’importanza che le competono. E proprio Moscherini, in passato, ha dimostrato di aver fatto molto per lo sviluppo di Civitavecchia. Non si può rimproverare all’Udeur di non essere disposti ad accettare decisioni prese da altri senza essere stati mai consultati». Entrambi allontanano l’accusa di essere coloro che hanno minato l’unità del centrosinistra.

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