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Maruccio: "La necessità dell'aeroporto a Tarquinia"

Avv. Pier Salvatore Maruccio

 

 Il silenzio è doveroso quando ad ispirarlo è la prudenza o il calcolo politico. La questione del sito aeroportuale, allo stato attuale, deve invece richiamare l’attenzione di tutti, maggioranze e minoranze, sulla opportunità di insistere e portare avanti il progetto laddove esso non sia soltanto il frutto di una boutade d’occasione. Vengo al dunque. Civitavecchia ha, in questo momento, l’opportunità di dare le carte in un tavolo al quale dovrebbe sedersi con Tarquinia, Montalto,Viterbo e la Regione Lazio. Nessuno può vantare un comprensorio così importante per concentrazione di interessi. Montalto di Castro e Civitavecchia costituiscono il Polo Energetico più vasto d’Europa e, per questo, più importante. Il Porto di Civitavecchia è cresciuto in maniera enorme e nessuno (se non in termini di suicidio politico amministrativo) può tornare indietro in ragione di quello che è stato investito e di quello che dovrà essere investito in termini di impegni economici, programmatici e di sviluppo. Il Tribunale di Civitavecchia è secondo (di poco) soltanto a quello di Latina per lavoro e pendenze. Vi è necessità di supportarlo adeguatamente con strutture istituzionali di rilievo ed in adesione alle sue stesse esigenze quali Legione dei Carabinieri e Gruppo della Guardia di Finanza. Basti soltanto pensare che la Compagnia di Civitavecchia ha più di duecentocinquanta unità, quanto quelle di molti altri Gruppi in Italia, ed è appena sufficiente alle esigenze del territorio. L’alta concentrazione di interessi, pertanto, può ben giustificare, avallare e legittimamente provocare una richiesta di un sito aeroportuale.Tarquinia rappresenta la migliore delle soluzioni. E’ a venti chilometri dal Porto di Civitavecchia. E’ al centro del polo energetico, è in provincia di Viterbo e ne è distante appena venticinque chilometri. Insomma porta in sé tutti quei sintomi di un…male necessario per il quale altri discorsi creerebbero inutili anticorpi. L’argomento richiederebbe un incontro tra le forze istituzionali che fosse realmente funzionale alla soluzione del problema. Viterbo dovrebbe cominciare a vedere la questione non in termini di antagonismo campanilistico, aprendosi al dialogo, pur nella tutela di legittimi interessi territoriali. Montalto di Castro, Tarquinia e Civitavecchia potrebbero “sinergicamente” (come si usa dire) lavorare al comune obiettivo opportunamente uscendo da eventuali rispettive logiche di appartenenza politica. Il sindaco di Tarquinia rivendicava, proprio ieri su tutti i giornali, una legittimazione del proprio comune ad essere parte di un discorso unitario sulla questione delle centrali. Non potendo ritenere che l’ottica politica sia affetta da miopia, è il caso che Tarquinia si lasci coinvolgere soprattutto in un dialogo che, con l’aeroporto, la porterebbe inevitabilmente al centro di un programma che avrebbe bisogno solo di essere correttamente impostato. Conosco Viterbo e ho molti amici viterbesi. E’ un popolo di grande tradizione con una classe imprenditoriale attenta ed avanzata e che ha sempre prestato attenzione al territorio, senza dimenticare i rapporti “culturali” sponsorizzati e rappresentati dall’Università della Tuscia C’è in ballo l’ultimo “spezzone” della Viterbo Civtavecchia, che aprirebbe alla Tuscia la strada al mare. C’è la Capranica – Orte. Insomma, di materiale a disposizione ce n’è in abbondanza. Il sindaco Moscherini potrebbe portare all’ordine del giorno del consiglio l’argomento, ben potendo ritenere che la stessa minoranza (vds l’intervento del cons. Guerrini di un paio di mesi or sono) possa fornire un proprio fattivo contributo, data anche la presenza non trascurabile, di Ciani alla Presidenza dell’Authority e di Luciani alla Regione.

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