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Mazzola: "Un successo la cerimonia per il 4 novembre" 

TARQUINIA – “L’Unità d’Italia, l’indipendenza e la libertà sono conquiste straordinarie che vanno difese ogni giorno”. Lo ha evidenziato il sindaco Mauro Mazzola celebrando il 4 novembre, “Anniversario della Vittoria – Giornata dell’Unità Nazionale e Festa delle Forze Armate”. E’ stata una domenica intensa per la città e per coloro che hanno partecipato alla ricorrenza. Dopo la solenne messa che si è tenuta nella chiesa di San Francesco, in suffragio dei caduti, al quale ha preso parte il coro G. Verdi; un corteo, accompagnato dalla banda cittadina “G. Setaccioli”, ha sfilato per le vie del centro storico, fermandosi alla scultura che ritrae Domenico Emanuelli, indimenticato sindaco di Tarquinia della Liberazione nonché deputato al Parlamento, e raggiungendo in seguito il monumento ai caduti in viale Luigi Dasti, dove si sono concluse le celebrazioni. “Scriveva Cesare Pavese che ogni guerra è una guerra civile: ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione, per questo – afferma il primo cittadino – il 4 novembre è un giorno importante, in cui il pensiero del sacrificio di donne, uomini e ragazzi che non abbiamo conosciuto, s’intreccia al dolore privato che ciascuno di noi serba nel cuore”. Una data però che non guarda solamente al passato, ma si rivolge anche al presente ed al futuro. “Perché, – continua Mauro Mazzola – ancora oggi pare francamente impossibile che non si trovino vie di dialogo, di conoscenza e di reciproco interesse che possano evitare morte e devastazione. Parole che nella società contemporanea passano quasi inosservate, abituati come siamo a dimenticare e troppe volte incapaci di fermarci per riflettere e capire ciò che avviene nel mondo”. Un pensiero doveroso, il sindaco lo rivolge, infine, alla figura di Domenico Emanuelli. “Ho fortemente voluto che il corteo si fermasse davanti al monumento di Domenico Emanuelli, – conclude – in quanto considero il mio illustre predecessore una persona straordinaria, che tanto ha fatto per Tarquinia e che negli ultimi anni è stata, invece, ingiustamente dimenticata. Un esempio per l’esemplarità della sua vita, medico, partigiano definito patriota combattente per il trionfo della libertà e deputato al Parlamento, che può, in un presente in cui i simboli, gli ideali, i valori e gli affetti umani vengono spesso calpestati, servire da guida, soprattutto per i giovani, il futuro della società. Parole forse scontate, ma mai come ora attuali.

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