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Messa in sicurezza del Marta: il grido d'allarme dei comitati e del centrodestra

TARQUINIA – A due anni dall’ultimo straripamento del fiume Marta, la presidente del Comitato Marina Velka senza fango, Elena Maria Scopelliti e l’ingegner Roberto Franceschetti, esperto in idraulica fluviale, hanno effettuato un sopralluogo sui cantieri relativi all’arginatura avviata lo scorso giugno dall’Agenzia Regionale difesa del suolo. Il comitato ha anche effettuato un servizio fotografico sullo stato d’avanzamento dei lavori che evidenzia la mancanza totale dell’arginatura sulla sponda di Tarquinia Lido, che a disranza di ben quattro mesi dall’inizio dei lavori si trova ancora priva di protezione. In caso di alluvione e dunque di straripamento, potrebbe verificarsi una catastrofe ambientale che annienterebbe abitazioni e intere attività economiche. Il comitato Marina Velca senza fango lancia forti preplessità sullo stato dei lavori anche per quanto riguarda l’argine destro, relativo a Marina Velka, che si arresta a circa 100 metri dalla foce. Dall’indagine sono emerse alcune perplessità sulle opere effettuate che saranno oggetto di discussione con gli alluvionati durante una riunione indetta per il prossimo 18 novembre, presso l’Hotel Aureliano di Roma. Alla riunione sono stati invitati anche l’assessore all’Ambiente della Regione Lazio Filiberto Zaratti e il commissario straordinario dell’Agenzia Regionale del Suolo Francesco Mele, che sono stati interpellati al fine di dare rassicurazioni agli alluvionati preoccupati dall’arrivo delle piogge invernali.
Sulla necessità di concludere i lavori di arginatura del fiume Marta intervegnono anche gli esponenti del centrodestra che chiedono al sindaco di Tarquinia, Mauro Mazzola, di sollecitare il Tribunale delle Acque affinchè si esprima sul contenzioso in atto con gli ottanta proprietari dei casotti ai quali è stato ordinato l’abbandono delle costruzioni per consentire il proseguimento dei lavori proprio sul lato del Lido. “In caso di alluvione – incalza l’indipendente Marcello Maneschi – potrebbe accadere una catastrofe della quale dovrà rispondere anche il sindaco. E’ opportuno dare certezze ai residenti e agli operatori del Lido che stanno aspettando che l’area venga messa in sicurezza. Ogni giorno in più che passa è un rischio per la collettività. Non possiamo inoltre permetterci di bloccare quegli imprenditori che hanno investito al Lido e che non possono portare avanti le lottizzazioni della zona”. In effetti anche per realizzare nuovi edifici la condizione prioritaria continua ad essere proprio la messa in sicurezza della zona con l’arginatura del Marta. Zona che, ancora oggi e fino a conclusione dei lavori, è riconosciuta a rischio idro-geologico. 

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