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Michelli: "Emergenza rifiuti, nessun progetto da parte dell'assessorato"

CIVITAVECCHIA – Mancanza di risposte esaurienti e programmazioni adeguate alle esigenze del territorio. Queste le critiche rivolte all’assessore all’Ambiente Fabiana Attig da parte del suo predecessore Diego Michelli il quale ha ricordato quanto raggiunto dalla giunta Saladini nei soli sette mesi di amministrazione. L’esponente socialisti ricorda le due delibere di Giunta con le quali sono stati approvati due importanti progetti. Da un lato quello per un quinto invaso di discarica che, con un finanziamento di 400 mila euro, ha portato alla ottimizzazione di tutti i volumi disponibili nel corpo B nonché la possibilità di garantire lo smaltimento fino a tutto il 2007. Dall’altro l’approvazione del progetto pilota per la raccolta differenziata porta a porta in partenza, in via sperimentale, a Borgata Aurelia, grazie al finanziamento della Provincia di Roma. “Abbiamo anche ripreso gli incontri con i 4 sindaci del territorio per affrontare congiuntamente il problema complessivo della gestione dei rifiuti – ha aggiutno Michelli – importante a questo proposito era stato l’incontro tenuto presso l’assessorato in dicembre dal quale era emersa la volontà comune di realizzare subito un selezionatore di rifiuti per recuperare materia e diminuire l’ingresso dei rifiuti in discarica. Ad oggi non c’è un atto che è uno che va ad affrontare il problema emergenza discarica. Come possono pensare di fare tutto in extremis il mese prima che si vada in emergenza? Non è stato individuato ufficialmente alcun percorso, non è stato approvato alcun progetto”. L’ex assessore non risparmia neanche la convenzione per il canile municipale prima criticata e poi approvata, neppure il regolamento sulle antenne di telefonia mobile, nè la questione della verifica delle caldaie. ” La legge 10/91 nei comuni con più di 40.000 abitanti obbliga i comuni al controllo – ha concluso – è stata fatta per 5 anni con Etruria Servizi che ora non vuole più il rinnovo del contratto, ma in ogni caso il servizio va dato. Ed invece nulla, il servizio è stato soppresso ed i cittadini non sanno più se devono pagare o meno i 7.50 euro per far controllare la caldaia”.  

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