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Moscherini: "Premieremo i lavoratori onesti"

GIANNICIVITAVECCHIA – «Siamo convinti di quello che diciamo, i motivi che abbiamo per dubitare dei dati pubblicati sono validi e l’amministrazione comunale non ha ancora fornito le cifre ufficiali che abbiamo richiesto». Questo in sintesi il secondo tempo della replica delle Rsu alle percentuali di assenteismo riguardanti i dipendenti del Pincio, riportate mercoledì dalla Provincia, che hanno scatenato prevedibili reazioni tra le parti sociali. I sindacati insorgono: «La colpa è dei dirigenti, sono loro a dover essere controllati». Ribadiscono di voler arrivare a 3 assemblee sindacali, preannunciando una tutela incondizionata nei confronti dei lavoratori onesti che nulla hanno a che vedere con gli assenteisti. Nella serata è arrivato il commento del sindaco Gianni Moscherini, che certamente non lascia spazio all’immaginazione: «Ciò che dispiace – ha dichiarato – è vedere tra gli obiettivi di alcuni rappresentanti sindacali, la difesa degli assenteisti: contro i numeri non ci sono argomenti di difesa». Parole dure, seguite da una considerazione politica: «Siccome la nostra è la coalizione del fare e dell’etica del lavoro – ha aggiunto – saranno premiati coloro che lavorano e hanno lavorato e sarà fatta giustizia dei torti subiti dagli impiegati diligenti, a causa di coloro che hanno scambiato il posto di lavoro pubblico per un pensionato». Dure critiche anche alle difese d’ufficio arrivate da alcuni politici locali: «L’unica scusante che si può riconoscere ai fannulloni – ha continuato il primo cittadino – è costituita dal fatto che sono stati educati alla cultura del non lavoro, da quei politici cialtroni che ogni tanto riemergono dai sepolcri in cui l’elettorato e l’opinione pubblica li ha già rinchiusi da tempo». Una vicenda quella dell’assenteismo, che sembra destinata a far discutere ancora, alla quale non è escluso possa far seguito un giro di vite da parte di chi è preposto al controllo. In altri comuni d’Italia infatti, nei casi estremi dove sono state riscontrate irregolarità, si è arrivati a provvedimenti drastici anche in un settore sempre super-tutelato come quello del pubblico impiego. Il problema, infatti, da un lato è quello di non fare di tutta l’erba un fascio, valorizzando anzi chi lavora spesso in condizioni difficili; dall’altro è quello di scovare i veri ‘‘fannulloni’’ che gettano discredito su tutta la categoria.

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