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Museo, partiti i laboratori didattici

FONDAZIONEdi ROMINA MOSCONI

Per il secondo anno consecutivo la Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia è vicina al Museo “Klitsche de La Grange” di Allumiere.
È partita infatti la II edizione dei laboratori didattici promossi dal Comune e dal Museo civico diretto dal dottor Odoardo Toti, che saranno finanziati interamente dalla Fondazione Cariciv, che dimostra di focalizzare l’attenzione non solo sul sociale ma anche promuovendo la cultura di tutto il comprensorio. «Quest’anno sono stati ampliati i laboratori già avviati lo scorso anno. Saranno circa 7000 gli studenti che prenderanno parte ai diversi laboratori gratuiti – ha spiegato il direttore del museo Odoardo Toti – di ogni età provenienti dalle scuole di Civitavecchia, Tolfa, Allumiere, Manziana, Bracciano, Cerveteri e Santa Marinella. Potranno seguire laboratori naturalistici, quelli di archeologia sperimentale e quelli della lavorazione della creta. Realizzeremo anche dei diorami per la sezione naturalistica e valorizzeremo il raro esemplare di avvoltoio italiano».
I ragazzi che parteciperanno a questi importanti ed educativi laboratori saranno coadiuvati dalle operatrici museali Cristina Appetecchi e Marina Bentivoglio, le quali hanno spiegato che le attività si proseguiranno anche nel 2008. Al termine i svolgerà una manifestazione conclusiva, che, lo scorso anno, ha visto i bambini di Allumiere ricreare un quadro preistorico.
Estrema soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore alla Pubblica Istruzione Stefania Cammilletti che ha sottolineato che: «queste iniziative hanno contribuito a far ottenere al museo allumierasco più volte il riconoscimento di alta qualità da parte della Regione. I laboratori sono partiti il 12 febbraio scorso. Il nostro museo – ha concluso l’assessore – ospita ogni giorno qualche classe»
Il presidente della Fondazione Cariciv, Vincenzo Cacciaglia, ha poi ringraziato gli operatori per la passione e la professionalità con cui organizzano e portano avanti il lavoro. «È importante – ha concluso – che si riesca a creare una sinergia tra i comuni limitrofi, una sorta di rete culturale comprensoriale».

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