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No coke: “L’Enel non dice la verità”

TARQUINIA – I no coke rispondono all’Enel sulla vicenda del carbonile situato nei terreni dell’Arcipretura. “L’Enel, che ha gridato allo scandalo per il carbonile – dice il movimento – ci deve dire che c’entra Tarquinia, il sindaco o i sindaci. Come movimento riteniamo altamente strumentale quanto riferito da Enel visto che ha seminato carbonili a cielo aperto per tutta Italia: ci riferiamo a Gualdo Cattaneo, Vado Ligure, Brindisi. E adesso guarda caso si adopera magnanimamente con estremo buonismo ad aiutare Tarquinia a bonificare un piccolo carbonile, un nulla rispetto alla marea di carbone che sparge sul territorio nazionale. Pensi a bonificare le aree che ha inquinato. Assurdo poi tale buonismo quando la società elettrica si appresta a riversare tonnellate di carbone sul nostro territorio, trasportandolo, oltretutto, via mare con tutte le conseguenze del traffico della navi aggiungendolo a quello che c’è già”. Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi: “Enel pensi a liberarci dal suo carbone – riferisce il sindaco – non sappiamo che farcene della sua bonifica. Se realmente la società elettrica tiene così tanto alla salute della popolazione di questo comprensorio deve ripensare al carbone come scelta energetica”. “Non comprendiamo – continua il movimento no coke Alto Lazio – tale buonismo della società elettrica dal momento che non è il sindaco il proprietario del terreno e della ditta in questione. Inoltre dato che il nostro consiglio comunale ha recentemente deliberato di non accettare alcunché dall’Enel, sarebbe auspicabile, a noi piacerebbe molto, che il carbonile fosse rimosso dal territorio e che non venga costruita l’ennesima orrenda cupola per trattenere le polveri” . E poi, proseguono i no coke “ In pochi forse sanno che il Comune di Tarquinia, o meglio l’amministrazione di centrosinistra, capeggiata 10 anni fa dal sindaco Maurizio Conversini denunciò alla magistratura l’impatto ambientale causato dal carbonile. La causa proseguì di anno in anno fino a giungere all’attuale amministrazione. Circa sette mesi fa si pronunciò il Tar, poi il consiglio di stato, dando ragione alla ditta privata che gestisce il carbonile”.

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