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No coke, partita la marcia verso Roma <br />

Tarquinia. Il corteo guidato dal sindaco con la fascia tricolore ha iniziato il cammino alle 15,30 dal palazzo comunale Obiettivo: chiedere al ministro Bersani la riapertura della Via. Lo slogan: «Stop alla bugia del carbone pulito» Mazzola a Moscherini: «Ho la certezza che Civitavecchia non è contro la riconversione della centrale»

Tarquinia. Il corteo guidato dal sindaco con la fascia tricolore ha iniziato il cammino alle 15,30 dal palazzo comunale Obiettivo: chiedere al ministro Bersani la riapertura della Via. Lo slogan: «Stop alla bugia del carbone pulito» Mazzola a Moscherini: «Ho la certezza che Civitavecchia non è contro la riconversione della centrale»

TARQUNIATARQUINIA – E’ partito intorno alle 15,30 dal piazzale del Comune di Tarquinia un serpentone umano composto di circa 20 persone, in marcia verso Roma per ribadire la propria contrarietà alla riconversione a carbone della centrale Enel di Torrevaldaliga Nord. Il neo sindaco Mauro Mazzola in testa con tanto di fascia tricolore. «Il veleno non si cancella con la gomma. Stop alla bugia del carbone pulito», questo lo slogan che i comitati no coke alto Lazio hanno impresso a lettere cubitali su un manifesto, di 15 metri, sostenuto da aste sopra la testa dei manifestanti. Ognuno indossa una pettorina con scritto «No al carbone, si alle energie rinnovabili». Dai megafoni un unico incoraggiamento: «Arriveremo fino a Roma». Prima tappa, delle cinque previste lungo i cento chilometri che separano i no coke dalla capitale, Civitavecchia, dove il serpentone é arrivato in serata. «Cercherò di raggiungerli martedì sotto la sede del ministero dello Sviluppo Economico – ha detto Mazzola -. Questa marcia é necessaria per dare continuità a ciò che é stato deliberato dalle province di Roma e Viterbo a Palazzo Valentini». Le prossime tappe: dopo Civitavecchia, Santa Marinella, Santa Severa, Cerveteri, Ladispoli, Palidoro e Massimina. Obiettivo: chiedere al ministro Bersani di riaprire la conferenza dei servizi per una nuova VIA, che tenga conto delle lacune della precedente e delle evidenze tecniche e sanitarie che la comunità scientifica e le istituzioni preposte hanno prodotto». Mazzola riferendosi all’insediamento del sindaco di centrodestra, Moscherini a Civitavecchia, ha detto: «Ho la certezza che Civitavecchia é fuori dal coro degli enti locali contro il carbone. Così come sono convinto che se avesse vinto l’ex  sindaco Alessandro Giulivi anche Tarquinia sarebbe uscita dal coro. Il segnale lampante di tutto questo é che oggi – ha concluso Mazzola – a marciare con i no coke su Roma non c’é nessun personaggio di centro destra, neanche l’ex sindaco Giulivi. Ormai la sensibilità contro il carbone ce l’hanno tutti. Chi non é qui oggi é perché non vuole esserci. Bisogna essere determinati. A questo punto l’apertura della Valutazione d’impatto ambientale per Torrevaldaliga Nord é un atto dovuto e deve essere fatto per dare tranquillità a queste popolazioni”. Per l’Enel: «Il corteo un flop». “Il grande corteo organizzato dei Movimenti no coke dell’Alto Lazio, che avrebbe dovuto radunare una folla di medici, insegnanti e cittadini, è partito da Tarquinia alla volta di Roma con ben venti persone al seguito (in realtà ne abbiamo contate 12). Il successo di questa iniziativa la dice lunga sul consenso ottenuto dal partito del “no” alla riconversione a carbone pulito della Centrale di Civitavecchia”.  Adalberto Benedetti, portavoce dei lavoratori Enel della centrale di Civitavecchia, commenta cosi’ quella che era stata annunciata dai no coke come una grande manifestazione popolare.  “Quello che piu’ preoccupa – continua Benedetti – è lo slogan adottato da questa sparuta minoranza di persone: “Marceremo su Roma”. La storia non ha insegnato loro nulla? Dovrebbero rendersi conto, i nostri venti no coke, che il loro atteggiamento rischia di mettere a repentaglio migliaia di posti di lavoro e la realizzazione di un progetto autorizzato dallo Stato e strategico per il Paese”
“Stupiscono – conclude Benedetti – le parole del neo sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola che parla di “popolazioni” quando invece si sono mosse venti persone. Lo stesso Mazzola si è affrettato a dichiarare con non seguirà il corteo fino a Roma. Quindi si preparino: saranno in diciannove.”

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