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No coke: "Bersani possibilista, attende i risultati delle valutazioni sanitarie”

TARQUINIA – “Sembrava incredibile, eppure il ministro Bersani, tra le dichiarazioni affrettate di alcuni comunicati stampa pro-carbone, pare abbia in realtà manifestato una palese posizione di saggio dubbio e cautela riguardo l’effettiva validità del progetto della centrale a carbone, difatti nella sua dichiarazione evidenzia una serie di “se” e anche la possibile presenza di “problemi, diritti rispettati, e pratiche fatte, o meno”, dubbi alimentati dalla forte posizione di dissenso dei comprensori insorti nella protesta che ha pienamente coinvolto anche le forze politiche”.  La interpreta così, il movimento no coke, le parole del ministro Bersani che ieri si è pronunciato in merito alla centrale a carbone di Civitavecchia. ”Non c’e’ una discrezionalita’ del Governo nel quadro normativo europeo, per dire se una cosa si fa o non si fa. Se e’ stata proposta secondo le leggi si fa. Il ministro per lo Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, ha risposto cosi’ ad una domanda sull’eventualita’ di un intervento del ministero in merito alla riconversione a carbone della centrale Enel di Civitavecchia, gia’ approvata, ma ancora al centro di polemiche e di una forte opposizione a livello locale. ”Parlo in generale”, ha premesso Bersani: ”In generale, questo e’ governo, e questo e’ un ministero, che hanno questo concetto: se le procedure sono a posto, i diritti rispettati, le pratiche fatte secondo legge, le cose si fanno. Se ci sono problemi, di natura procedurale, normativa, o altro, non si fanno”’ .  Secono i no coke “questa frettolosa ricerca di dichiarazioni della stampa di un certo tipo che va a fare pressioni ad un ministro che deve ancora prendere atto di quanto è stato detto e deliberare con il ministero, è un segno evidente della grande debolezza di alcuni”.  “E, purtroppo  – dice il comitato contro il carbone – per Enel e per chi la sostiene, i problemi ci sono e ce ne saranno maggiormente anche per noi in futuro se mai la centrale venisse completata ed entrasse in funzione. Problemi di salute e problemi di lavoro. Cosa faranno, una volta terminati i lavori (tra un anno!) i 3.200 (?) lavoratori? Torneranno a a fare i disoccupati, in una città ed un comprensorio che ha già una altissimo tasso di disoccupazione (media italiana 6.3%, Civitavecchia 23%). Senza contare i posti che perderemo in agricoltura e turismo. Nessuno verrà ad investire in attività “pulite” sotto una Centrale a CARBONE sporca, in un’area già gravata da servitù elettriche”.  “Altre volte vorremmo – dice il movimento – fossero le iniziative per dare lavoro ed aumentare l’occupazione per i prossimi, non uno ma mille anni! Agricoltura di qualità e turismo. Una cantieristica navale che dia lavoro a metalmeccanici, artigiani, personale qualificato, uno sviluppo dell’attività portuale, turistica e non, un’ industria per la produzione di energia elettrica con fonti rinnovabili,come il sole, l’apertura dei cantieri per la messa in sicurezza della Statale Aurelia, il completamento della Civitavecchia Orte, la realizzazione della ferrovia Civitavecchia-Capranica. Queste sono le cose che vorremmo sentirci dire dal Governo, e questo, soltanto questo, dovrebbe fare esultare i lavorati ed i cittadini del territorio”.

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