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Ospedale di Tarquinia a rischio&nbsp;black-out <br />

Galletti, responsabile del tribunale del malato: «L’impresa che ha in appalto la ristrutturazione non ha ricevuto dalla Regione i fondi per i lavori» La ditta che si occupa della caldaia e della centrale elettrica, non ancora collaudate, ha scritto a Marrazzo: «I soldi entro il 15 dicembre o chiudiamo» L’ampliamento del nosocomio sarebbe dovuto terminare il 27 novembre come scritto nel cartello all’ingresso. Mazzola: «Sono pronto a incatenarmi»

Galletti, responsabile del tribunale del malato: «L’impresa che ha in appalto la ristrutturazione non ha ricevuto dalla Regione i fondi per i lavori» La ditta che si occupa della caldaia e della centrale elettrica, non ancora collaudate, ha scritto a Marrazzo: «I soldi entro il 15 dicembre o chiudiamo» L’ampliamento del nosocomio sarebbe dovuto terminare il 27 novembre come scritto nel cartello all’ingresso. Mazzola: «Sono pronto a incatenarmi»

PROGETTOTARQUINIA – I lavori di ristrutturazione e ampliamento dell’ospedale di Tarquinia sarebbero dovuti terminare il 27 novembre, fra tre giorni, come scritto in bella mostra sul cartello esposto all’ingresso. E invece, non ci sarà alcuna inaugurazione. Anzi, il 15 dicembre, il nosocomio etrusco rischia di chiudere i battenti. Ad annunciarlo è Federico Galletti, responsabile del Tribunale dei diritti del malato che lancia l’ennesimo sos alle istituzioni, a tutti i livelli, affinché si scongiuri un così tragico epilogo. La ditta che ha in appalto i lavori per la ristrutturazione non ha ancora ricevuto i soldi del cosiddetto Sda, stato di avanzamento lavori relativo a due stralci su quattro, ed è pronta a chiudere il cantiere, già ridotto all’osso, se dalla Regione Lazio non arriveranno i soldi entro il 15 di dicembre. L’aut aut dell’impresa è stato messo nero su bianco in una lettera formale inviata all’indirizzo di Piero Marrazzo. Lo stop del cantiere, stavolta, sarebbe devastante perché rischia di coinvolgere tutto l’ospedale. L’impresa infatti sta lavorando con pochissimi operai (circa tre) sulla caldaia e la centrale elettrica, non ancora collaudati. La chiusura del cantiere comporterà dunque il blocco dell’energia elettrica. «In sostanza – spiega Galletti – l’impresa non può andare avanti con i lavori se non viene pagata e il rischio è il balck out dell’ospedale». «Abbiamo il sospetto – prosegue Galletti – che fosse già in pectore l’interruzione dei lavori. Del resto, perché, se i lavori sono iniziati nel 2004 e dovevano terminare nel 2007, dovrebbe essere stato stipulato un contratto d’affitto quinquennale con lo Sporting? E perchè non si è concluso il contratto per lo spostamento della seconda metà del Distretto nello stesso albergo o in altro idoneo locale? Tutto ciò ci fa venire un serio dubbio sulla reale volontà di tenere l’ospedale aperto». Il sindaco di Tarquinia, Mauro Mazzola, da parte sua si è già detto pronto ad incatenarsi ai cancelli d’ingresso per scongiurare la chiusura. Mazzola giovedì pomeriggio ha avuto un incontro con l’impresa e il 3 dicembre incontrerà Marrazzo. Se in quell’occasione non verranno sbloccati i fondi, la chiusura dell’ospedale sarà inevitabile. Del resto è già pronto da tempo un piano di evacuazione per i malati che in poche ore sarebbero sistemati in altri centri ospedalieri. «Ho scritto a Marrazzo e alla Asl – ha detto Mazzola durante il consiglio comunale di giovedì – mi è stato assicurato che verrà esaminata la questione. Purtroppo non ci sono soldi». La polemica a Tarquinia si colora anche con un volantino diffuso per tutta la città e firmato dal centrodestra tarquiniese in cui si invita la popolazione ad una ironica inaugurazione dell’ospedale nuovo a cui sono invitate tutte le figure istituzionali per «quanto poco realizzato». Il sit-in si svolgerà martedì alle 11.30 di fronte all’ospedale. A sostegno economico del nosocomio inoltre sono previste due iniziative: la ‘‘Partita per il cuore’’, dove la nazionale attori sfiderà, l’8 dicembre sul campo di calcio di Montalto, i medici Asl per raccogliere fondi a favore del reparto di medicina; e il mercatino natalizio organizzato dalla scuola elementare: il ricavato sarà devoluto alla stessa causa tarquiniese. (Ale. Ro.)

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