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Porro: ''Servizi Sociali, dati esorbitanti''

Il leader dell’opposizione Nicola Porro esprime perplessità sulle cifre riguardanti il numero di assistiti. «Se fossero vere saremmo da terzo mondo, occorre un censimento sui bisogni sociali della città»

Il leader dell’opposizione Nicola Porro esprime perplessità sulle cifre riguardanti il numero di assistiti. «Se fossero vere saremmo da terzo mondo, occorre un censimento sui bisogni sociali della città»

«Una cifra spropositata». Nicola Porro, nella doppia veste di leader dell’opposizion e di sociologo, raggiunto telefonicamente, si dice sorpreso e perplesso di fronte ai dati resi pubblici dal sindaco Moscherini e dall’assessore alle Politiche Sociali Guidoni, circa la quantità di cittadini (circa ventimila) assistiti in varie forme dal Comune.
Una perplessità che deriva dalla considerazione che «le medie nazionali sono di gran lunga inferiori e se queste di Civitavecchia dovessero essere confermate, rappresenterebbero la realtà di una città da terzo mondo. Personalmente sono più propenso a ritenere che nella cifra complessiva siano stati sommati gli assistiti dai Servizi Sociali e gli utenti. Tutti infatti prima o poi ci rivolgiamo ai Servizi Sociali per qualche esigenza, soprattutto per quelle che non sono strettamente legate all’assistenza. D’altra parte – prosegue il consigliere di minoranza – la cifra di due milioni di euro denunciata come spesa sostenuta dal Pincio mi sembra insufficiente a garantire assistenza ad una fascia così ampia della popolazione, soprattutto se si tratta di contributi per gli affitti, anticipi di bollette, concorso nelle spese di assistenza degli anziani presso le Rsa, tutti interventi delicati e costosi, che non possono certo limitarsi alle 100 euro che mediamente spetterebbero, secondo calcoli elementari, a ciascun assistito. La cifra mi viene da pensare, riguarda forse il complesso degli interventi che fanno capo ai Servizi Sociali cittadini, che sono tanti, perché tante sono le funzioni attribuite per ovvie ragioni dalla legge ai Comuni, che sono ‘‘l’istituzione di prossimità’’, quella insomma più vicina al cittadino. Ecco il sindaco e l’assessore farebbero un’opera meritoria se dessero un’informazione più puntuale su temi di così grande rilevanza».
Sull’argomento Porro propone comunque che venga effettuato un ‘‘censimento dei bisogni sociali della città’’, perché possa poi portare all’ottimizzazione nella gestione di un settore così delicato come quello delle Politiche Sociali, «evitando – conclude – di genereare confusione nell’opinione pubblica con dati non accompagnati dalle dovute spiegazioni».

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