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Primarie, l’Unione frena la Margherita

Il partito di Rutelli chiede che a scegliere il candidato siano i cittadini, ma gli alleati pongono alcune condizioni. Rossi (Al): «Sconcertante che la proposta arrivi da chi 20 giorni fa aveva detto no» Sì condizionato di Petrarolo: «Per l’individuazione del nome, la priorità spetta al tavolo»

Il partito di Rutelli chiede che a scegliere il candidato siano i cittadini, ma gli alleati pongono alcune condizioni. Rossi (Al): «Sconcertante che la proposta arrivi da chi 20 giorni fa aveva detto no» Sì condizionato di Petrarolo: «Per l’individuazione del nome, la priorità spetta al tavolo»

Proprio quando i lavori delle commissioni dell’Unione sembrano essersi impantanati sulla scelta del candidato sindaco, sul tavolo del centro sinistra piomba la proposta delle primarie, avanzata dalla Margherita. Una scelta evidentemente dettata dal desiderio di dare uno scossone ad una situazione bloccata dai tatticismi, ma che rischia di destabilizzare ulteriormente una aggregazione nella quale è già alto il nerosismo e più di un partito ha manifestato le proprie perplessità rispetto all’attendismo mostrato dai rutelliani. D’altro canto, secondo il partito coordinato da Valentino Carluccio, che in una nota diffusa ieri ha avanzato la proposta, della quale per la verità si parlava da tempo, «le primarie sono uno strumento democratico per lasciare al cittadino la scelta del candidato in un rapporto di solida responsabilità e civile partecipazione, attraverso uno strumento semplice e trasparente». Strumento che, secondo la Margherita, otterrà il duplice risultato di «rafforzare il ruolo dei partiti» e di «avvicinare i cittadini alla politica, rendendoli protagonisti». La nota conclude precisando che «le primarie potranno svolgersi con il regolamento quadro dell’Unione alla prima data utile, che sarà decisa dal tavolo dell’Unione».
Tante buone intenzioni che però si scontrano con le reazioni tiepide, quando non critiche, degli alleati di centro sinistra. Tra questi il segretario socialista Mario Flamini, che pur dicendosi favorevole all’ipotesi primarie, sottolinea come la proposta debba essere valutata attentamente, perché, «arrivati a questo punto – afferma – il tavolo dell’Unione, che è già in grave ritardo, non può permettersi ulteriori perdite di tempo. Resta inoltre da capire con quali modalità debbano svolgersi, e quale sistema si debba adottare. Bisogna capire infatti ad esempio chiunque può candidarsi, oppure i partiti dovranno fare una prima scrematura. Non so – conclude Flamini – se ci siano i tempi per farlo».
Più critico invece il giudizio di Gabriella Rossi di Ambiente e Lavoro, che non anticipa la posizione del movimento, il cui direttivo si riunirà solo domani sera, ma che non risparmia di esprimere sorpresa per la proposta della Margherita. «Noi siamo da sempre favorevoli alle primarie – spiega – ed anche il nostro consigliere regionale Alagna ha, a più riprese, espresso parere positivo. Ma ci sorprende che a chiederle sia proprio la Margherita, visto che solo 20 giorni fa uno dei suoi esponenti aveva chiesto che da un documento unitario del centro sinistra venisse stralciato il discorso primarie. Io credo – continua Gabriella Rossi – che una simile soluzione sia auspicabile se non serve per allungare il brodo e allontanare la scelta del candidato sindaco, finendo per favorire l’avversario, che, legittimamente, si sta già muovendo da tempo».
Sì condizionato invece da parte del segretario dei Ds Sebastiano Petrarolo, il quale ricorda di aver sempre caldeggiato l’idea delle primarie. «Occorre però che si chiarisca – prosegue – che il ricorso ad uno strumento importante come le primarie non può e non deve vanificare il lavoro fatto finora dal tavolo. In altre parole crediamo che i partiti debbano giocare fino in fondo il loro ruolo e che questo comporti anche la scelta dei candidati da sottoporre al giudizio del popolo del centro sinistra, per prevenire i rischi di eventuali candidature indiscriminate. Chiarito questo sono dell’idea che le primarie possa avere una loro utilità ed anzi che possano servire, oltre che a favorire la partecipazione della gente, anche a lanciare la campagna elettorale, ma solo a patto che non esista altra via per individuare il candidato». Lo stesso Petrarolo è peraltro in questi giorni alle prese con il rinnovo della segreteria della Quercia, per la cui guida è proprio lui al momento il candidato più accreditato. «Io mi ero impegnato a traghettare il partito fino al congresso – rivela comunque – e mi piacerebbe che per la scelta del nuovo segretario, si faccia largo ad un giovane. Ma molto dipende da come evolverà il dibattito all’interno della Direzione, vista anche la congiuntura obiettivamente delicata. In ogni caso – conclude – non intendo legare i compagni trispetto al mio nome».

Mar. Set.

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