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Processione: numero record di penitenti

Il Vescovo Chenis vicino alla sua gente: dopo aver visitato gli Altari della Reposizione nelle varie chiese come è tradizione a Civitavecchia, ieri sera ha prima benedetto i penitenti e poi ha partecipato al corteo religioso guidando i momenti liturgici. Complimenti per l'organizzazione alla Confraternita del Gonfalone 

Il Vescovo Chenis vicino alla sua gente: dopo aver visitato gli Altari della Reposizione nelle varie chiese come è tradizione a Civitavecchia, ieri sera ha prima benedetto i penitenti e poi ha partecipato al corteo religioso guidando i momenti liturgici. Complimenti per l'organizzazione alla Confraternita del Gonfalone 

di ROMINA MOSCONI

Oltre 30 bambini che hanno portato i ‘‘misteretti’’, 80 figuranti, 50 Scout, i membri della confraternita dell’Orazione e Morte, i Cavalieri del Santo Sepolcro, il clero cittadino, le autorità civili e militaRI, 2 bande musicali, 11 statue, circa un’ottantina di portatori, molti volontari dell’Arciconfraternita del Gonfalone e 239 penitenti: questi i numeri della tradizionale processione del Cristo Morto svoltasi ieri sera alla presenza di un folto pubblico di persone assiepate lungo il percorso, tra queste molti turisti. “E’ stato davvero emozionante vedere questa vostra processione – hanno spiegato alcuni turisti provenienti dal nord Italia – siamo venuti appositamente per vedere questo corteo di cui abbiamo molto sentito parlare”. Il corteo religioso, che quest’anno è stato guidato liturgicamente dal PROCESSIONEVescovo Chenis, è partito puntuale alle 20.30 dalla chiesa della Stella e si è poi snodato lungo il percorso storico della processione. Nella Sala Giovanni Paolo II il Vescovo Chenis ha benedetto i penitenti, che quest’anno hanno toccato la punta massima finora raggiunta, e che si sono poi immessi nella processione. Ancora una volta questo tradizionale appuntamento ha dimostrato di essere un avvenimento atteso e amato e colpisce il silenzio e la serietà con cui la gente ha osservato la processione. “Il numero record di penitenti, la tanta gente che ha partecipato al corteo e i tanti che sono venuti a vedere la processione dimostrano ancora una volta che Civitavecchia ama la questa tradizione e che dobbiamo fare di tutto per portarla avanti. A differenza degli altri anni – spiegano dall’Arciconfraternita del Gonfalone – quest’anno c’è stato molto più rispetto e alla fine sono tanti quelli che ci hanno avvicinato per ringraziarci e per complimentarsi per l’organizzazione e soprattutto perché continuiamo a conservare questa importante tradizione religiosa cittadina”. Tra le novità di quest’anno il Vescovo Chenis, il quale si è fatto molto apprezzare dai civitavecchiesi per la sua presenza, per il suo sorriso e i saluti cordiali che ha elargito a tutti, per i momenti di riflessione e preghiera che ha guidato. Molti anche i sacerdoti che hanno partecipato al corteo. Il clou della processione come al solito si ha al passaggio dei penitenti in tunica bianca, cappuccio, catene e croci di legno. Al loro passare solo in pochi restano indifferenti. Un altro momento emozionante come al solito è stato il rientro a piazza Leandra, con l’arrivo dei cPROCESSIONEarri in corsa, in particolare del Cristo Morto trasportato da 12 uomini che fanno questo servizio fin dal 1995. Sì perchè un altro aspetto di questo appuntamento è proprio il ritrovarsi, il portare avanti una tradizione. Molti dei portatori e dei figuranti, nonchè dei penitenti rinnovano di anno in anno questo loro servizio. Da sottolineare l’ottimo servizio di organizzazione e cura della processione ad opera dei confrati dell’Arciconfraternita del Gonfalone operato prima, durante e dopo la processione. Alla fine della processione alcuni penitenti hanno commentato positivamente l’esperienza sottolineando però che vogliono tornare nella sala della Chiesa della Stella, chiusa per restauri, perché lì quando arrivavano baciavano gli scalini in ricordo dei tanti che negli anni lo hanno fatto prima di loro. “Alcuni di noi sono alla prima esperienza in processione – hanno commentato alcuni icappucciati – altri invece fanno questo corteo da anni; addirittura c’è chi si tramanda da padre in figlio questo gest. Si prega per noi, per i nostri cari e c’è anche chi offre questo sacrificio per la pace e per la conversione dei peccatori”. Soddisfatti per l’esperienza anche i piccoli portatori dei misteretti che alla fine si sono detti ”Stanchi ma felici”.  Emozione, felicità e soddisfazione, questi i sentimenti espressi alla fine dal priore dell’Arciconfraternita del Gonfalone, Salvatore Capobianco, il quale ha plaudito a tutti i confrati, alle forze dell’ordine e a tutti i figuranti, penitenti e portatori che hanno partecipato alla processione.  

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