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"A Bracciano che squallida campagna elettorale"

Il coordinamento della destra locale punta il dito contro i comportamenti dei politici

Il coordinamento della destra locale punta il dito contro i comportamenti dei politici

BRACCIANO – “Che squallida campagna elettorale”. Esordisce così la destra braccianese alle prese con le elezioni amministrative di fine maggio. ” A Bracciano ci sono due aspetti diversi che contraddistinguono la campagna elettorale in corso – spiega la destra in un comunicato – uno riguarda i candidati sindaci Massi, Mangoni e Giusti, l’altro Sala e Riccioni. Nel primo caso quello che a prima vista si
coglie è la discrezione con la quale vengono condotte le varie tappe della campagna, caratterizzata da una correttezza quasi irreale”. “I manifesti – proseguono gli esponenti di centrodestra – vengono posizionati solo nei luoghi stabiliti dalla legge, il materiale cartaceo di propaganda viene selezionato al minimo indispensabile, gli approcci con i cittadini sono decorosi, sobri, dignitosi. Nel secondo caso, invece, siamo spettatori di una mastodontica parata impregnata di cattivo gusto. Per quanto riguarda il candidato Sala non si riesce a capire dove un compagno trovi tutti quei soldi per poter produrre incessantemente e in numero illimitato librettini di 32 e 12 pagine, stampati a quattro colori e in carta patinata, nei quali vengono riportati programmi elettorali, regolamenti comunali di quartiere e di frazione e quant’altro, filmetti propagandistici distribuiti in CD, manifesti sfornati in quantità industriale e posizionati in ogni angolo, via e parcheggio della città. Il faccione abbronzato ci segue incessantemente ad ogni nostro passo e ci fa sempre più spesso passare la voglia di uscire di casa o dall’ufficio, pur di non incontrarlo. Non si riesce, inoltre, a capire come abbia fatto ad aprire un teatro rimasto chiuso per molti anni e tirato a lucido per la presentazione dei candidati. E il dubbio ci assale anche per i componenti della sua lista, ricchi a quanto pare pure loro, visto che si possono permettere manifesti personalizzati, brochure variopinte e cene con futuri amici. E poi quel motto trito e ribollito “Partecipazione, sostenibilità, solidarietà”, che pena. Parole senza senso, buttate là per creare effetto, ma prive di contenuti se solo pensiamo all’uso che l’attuale governo nazionale ne sta facendo”. L’attaccon non finisce qui: “E della Riccioni che dire? Ieri dovevate esserci in via Fausti ad assistere alla ennesima carnevalata da lei promossa. Alle 13,30 i dipendenti comunali che sfilavano uno ad uno nella via per raggiungere il ristorante Della Posta, dove li attendeva un bel rinfresco”. Anche su questo avvenimento le domande che si pone il coordinamento della destra braccianese sono molte. “Prima di tutto ci chiediamo, come fa un privato cittadino, ad invitare tutto il personale di una istituzione pubblica ad uno spuntino collettivo da consumarsi durante l’orario in cui dovrebbe essere al lavoro? E come mai due pattuglie dei carabinieri si sono posizionate all’ingresso dell’Albergo? Questione di ordine pubblico? Mah, a noi è sembrato che i militari fossero presenti per confluire gli invitati nel luogo del rinfresco più che per salvaguardare la sicurezza dei cittadini. Ed anche la Polizia municipale, sempre così carente di uomini nelle strade, oggi, con il comandante in testa, ha accettato l’anomalo invito. Da quello che risulta a noi, se un sindaco uscente, alla fine del suo mandato naturale, organizza un simile incontro durante la campagna elettorale può essere citato per abuso di potere, figuriamoci una facente funzioni, sfiduciata da undici consiglieri ed assessori, che si prende il diritto di bloccare la macchina amministrativa per farsi propaganda elettorale. Molte sono le domande e vorremmo che qualcuno ci spiegasse se la presunzione dimostrata può rientrare in qualche modo in un corretto e giustificato comportamento”.

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