Pubblicato il

"Caro Morotti, parla di colpe perchè riconosce i disastri di certa sinistra" 

Fabrizio Reginella, Presidente della Commissione Consiliare Commercio e Turismo replica a Renato Morotti

Fabrizio Reginella, Presidente della Commissione Consiliare Commercio e Turismo replica a Renato Morotti

Carissimo Dr. Morotti,
sono estremamente lusingato dalla solerzia della sua ricerca (aiutata sia dal vocabolario, che dal programma di Gianni Moscherini Sindaco).
Vede, inizialmente, anch’io sono rimasto stupito della possibilità di essere incorso in quello che gli esperti definiscono analfabetismo di ritorno. Sindrome tipica dei cinquantenni che non perpetuano le proprie conoscenze, l’uso della sintassi, l’arte dello scrivere.
Però da buon pignolo quale sono, ho recuperato la mia pennetta, ho acceso il pc, e sorpresa (può giustamente pensare il contrario), ho verificato che il mio scritto era scevro di qualsiasi errore ortografico. Non so cosa sia accaduto nei meandri multimediali, ne nelle redazioni dei giornali, ma Le assicuro che so districarmi tra congiuntivi e condizionali, e che a differenza di qualche leader della coalizione politica che Lei tanto degnamente sembra voler difendere, non penso che la consecutio temporum sia una malattia trasmissibile sessualmente.
Vede, la finta sagacia con cui Lei cita Petrolini, censore dei costumi di un’epoca, della dittatura fascista, ma anche del qualunquismo di una sinistra dimentica del popolo, non ha nulla a che vedere con la difesa d’alcunché, e non speri attraverso le parole “illazione”, e “sillogismo”, di buttarla in “caciara” epistolare e morale, o di lanciarmi dei moniti conditi di falso perbenismo, come il suo “si ricordi il silenzio è d’oro”.
Se parla di colpe, significa che è consapevole dei disastri e delle vergogne di una certa Sinistra.
Di quella Sinistra, che ha inquinato valori, per me rispettabilissimi, infangato la memoria di uomini che hanno contribuito a rendere migliore il nostro Paese.
Entrando nella politica, quella vera, non rinnego nulla della battaglia che continuo a portare avanti nei confronti dell’Enel, e delle politiche legate alla portualità. Se Lei si fosse un minimo impegnato in questi anni, in comizi, assemblee, incontri, segreterie di partito, movimenti politici, manifestazioni, occupazioni di sedi stradali e di binari, avesse, come me, rischiato denunce, violenze fisiche, morali, minacce, isolamento sociale e sul luogo di lavoro, allora, si, avrebbe avuto diritto di parlare.
E’ questa la Sua vera, e me lo consenta, con tre “b”, e tre “r”, ABBBERRRAZIONE…
Non legga il dizionario Garzanti, …legga Platone con “Repubblica”, legga “Machiavelli” ed il suo “Principe”, legga “De Gasperi” “La mia Italia”.
Come bene ha detto, io sono un collaboratore del Sindaco, piuttosto Dr. Moroni, Le ricordo che per legge al Sindaco è attribuito il titolo di Onorevole, e, soprattutto, Lei, così ligio all’Accademia della Crusca, non usi il minuscolo, “sindaco”, come erroneamente ha fatto, se invece fosse stato voluto, allora sarebbe veramente grave.
Dicevo, che da amministratore devo essere più realista del re. La centrale di Tvn è pronta, Tvs và che è una bellezza, chieda Lei a Bersani, come io ho fatto più volte, di bloccarle. Prenda uno spazio autogestito televisivo, e chieda ufficialmente le dimissioni di Pecoraro Scanio e della Livia Turco. Mi accompagni in Regione Lazio, La invito a protestare insieme, contro il Presidente Marrazzo, ….le sue paure, le sue dimenticanze.
Purtroppo, pecunia non olet. Abbiamo un ospedale fatiscente, un comune sull’orlo del lastrico, una disoccupazione a livelli record, stati d’indigenza sempre più numerosi, una situazione immobiliare pubblica penosa, una mortalità ed una morbilità territoriale superiore, notevolmente, alla media nazionale.
Come li vuole risolvere, con la politica attuata dai suoi sodali negli ultimi cinquant’anni?
Oppure facendoMi fare un corso d’ortografia?
Un’ultima preghiera, Dr. Renato Morotti, gradirei che quando Lei mi si rivolge, usasse l’appellativo di Presidente di Commissione, oppure quello di Consigliere Comunale, non tanto per presunzione politica o presupponenza personale, ma soltanto per il rispetto dovuto ai trecento elettori che mi hanno votato, e per il significato essenziale depositario del mandato elettorale, la rappresentatività, e la libertà insita nel ruolo.
Con ossequio,
Fabrizio Reginella, Presidente Comm. Cons. Commercio e Turismo.

ULTIME NEWS