Pubblicato il

"Conad, licenziamenti come arma di ricatto"

Rifondazione comunista lancia un appello in difesa del personale dell’azienda contro le procedure di mobilità attuate negli ultimi tempi. Ventitre impiegati sono stati indotti a passare alla cooperativa Csl. «Si devono ottenere adeguate garanzie per tutti i lavoratori» 

Rifondazione comunista lancia un appello in difesa del personale dell’azienda contro le procedure di mobilità attuate negli ultimi tempi. Ventitre impiegati sono stati indotti a passare alla cooperativa Csl. «Si devono ottenere adeguate garanzie per tutti i lavoratori» 

CONAD

di GIANTELEMACO PERTICARA’

CIVITAVECCHIA – Un appello in difesa dei lavoratori di Conad del Tirreno, troppo spesso trattati come merci, e contro un utilizzo strumentale e pretestuoso delle procedure di mobilità per scopi non dichiarati. A lanciarlo è il Partito di Rifondazione comunista di Civitavecchia, dopo aver già denunciato circa un mese fa le procedure di licenziamento avviate dall’azienda verso 23 membri del personale locale impiegato nella logistica, dopo che dichiarò che veniva fatto per ragioni di competitività, nonostante godesse di buona salute. A seguito dell’inizio della prevista trafila sindacale, Conad promise che non ci sarebbero stati più licenziamenti a patto che tutti fossero passati alla cooperativa Csl. «Le istituzioni – dichiara Prc – devono impedire un’operazione che non ha alcun fondamento se non quello di intimidire i lavoratori per indurli a passare alla cooperativa Csl. Un vero schiaffo alla comunità locale che ha l’obbligo di intervenire. Non si comprende – aggiungono – perché mai questi lavoratori dovrebbero lasciare una grande azienda per una più debole cooperativa, come d’altro canto non si capisce cosa obblighi la stessa Csl a farsi carico di operai a tempo indeterminato, sicuramente non più giovani e con stipendi mediamente più alti. Di primo istinto verrebbe in mente la parola ricatto».
Nel frattempo, come ricordato da Prc, la faccenda è arriva sui giornali, sono intervenuti alcuni consiglieri comunali, si è espresso con durezza l’assessore al Commercio De Francesco e, infine, è stata la stessa Tibaldi, assessore al Lavoro della Regione Lazio, a convocare i vertici di Conad «che però – dice Prc – non ritengono di rispondere all’invito e anzi spingono per chiudere. Alla faccia della sensibilità».
Per Rifondazione comunista chi rappresenta l’interesse pubblico dovrebbe impedire una operazione lesiva della dignità dei lavoratori, un’operazione volta solo al taglio dei costi, che utilizza la mobilità come arma di pressione e che appare viziata da irregolarità procedurali tali da poter rendere inefficaci gli eventuali licenziamenti. Per questo lanciano un appello «affinché venga ritirata la mobilità per questi 23 operai e si ottengano al contempo adeguate garanzie per tutti i lavoratori impegnati presso Conad del Tirreno».

ULTIME NEWS