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"Il maestro è innocente"

Parla l’avvocato Simone Feoli, legale del giovane maestro accusato di aver molestato sessualmente un suo alunno. "Il mio assistito è estraneo ai fatti, da un mese si è allontanato per garantire l’istituto, i ragazzi la sua figura di docente finché non sarà tutto chiarito». Per lui nessun provvedimento restrittivo 

Parla l’avvocato Simone Feoli, legale del giovane maestro accusato di aver molestato sessualmente un suo alunno. "Il mio assistito è estraneo ai fatti, da un mese si è allontanato per garantire l’istituto, i ragazzi la sua figura di docente finché non sarà tutto chiarito». Per lui nessun provvedimento restrittivo 

di GIATELEMACO PERTICARA’

«Il mio assistito è completamente estraneo ai fatti». Questa la posizione della difesa del venticinquenne insegnante di una scuola elementare cittadina accusato di aver prestato attenzioni sessuali nei confronti di un suo alunno, di dieci anni.
L’avvocato Simone Feoli, che segue il caso, precisa che il giovane maestro nega ogni addebito in merito all’indagine su episodi, denunciati direttamente dalla famiglia del ragazzino, e risalenti a circa tre mesi fa, effettuata dai carabinieri della stazione di Civitavecchia. Secondo l’ipotesi accusatoria l’insegnante avrebbe prestato attenzioni di tipo sessuale nei confronti del bimbo. Gli uomini dell’Arma, a quanto si è appreso avrebbero sottoposto l’indagato a intercettazioni e ad altri accertamenti nell’ambito dell’inchiesta. A conclusione delle verifiche il sostituto procuratore che coordina le indagini, Edmondo De Gregorio, avrebbe richiesto un ordine di custodia cautelare in carcere per il giovane maestro che è stata respinta dal Gip che, invece, ha disposto per lui l’obbligo di dimora. Circostanza questa che farebbe pensare alla possibilità che gli indizi di colpevolezza raccolti non fossero sufficienti a motivare la misura restrittiva, come è accaduto in casi recenti con lo stesso tipo di ipotesi accusatoria. Tra l’altro l’avvocato Feoli tiene a precisare come il suo assistito si sia autosospeso dalla scuola da oltre un mese «per garantire l’istituto stesso, i ragazzi e la sua figura di docente almeno finché i contorni di questa incresciosa vicenda non saranno chiariti».
A quanto si è appreso inoltre il bambino è stato trasferito, su decisione della famiglia, in un altro istituto circa un paio di settimane fa. Nei fatti, dunque, dalla denuncia fino all’autosospensione dell’insegnante c’è stato un periodo di compresenza di maestro e alunno nella scuola di circa due mesi, durante i quali l’attività dell’indagato è stata constantemente monitorata dalle intercettazioni. Che, a quanto pare, non avrebbero fatto riscotrare elementi utili all’accusa.

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