Pubblicato il

&quot;La banchina 25 ci serve per un altro anno&quot; <br />

Il direttore generale della Roma Cruise Terminal Mauro Patuzzi lancia un messaggio all’Authorità Portuale: "L’investimento per il nuovo terminal non è partito per il mancato allargamento dell’antemurale e senza l’attracco più lungo dovremo rivedere tutte le previsioni per il turn around"

Il direttore generale della Roma Cruise Terminal Mauro Patuzzi lancia un messaggio all’Authorità Portuale: "L’investimento per il nuovo terminal non è partito per il mancato allargamento dell’antemurale e senza l’attracco più lungo dovremo rivedere tutte le previsioni per il turn around"

«La giornata di venerdì ha dimostrato come tutto il sistema portuale funzioni alla perfezione, ma ora servono risposte da parte dell’Autorità Portuale, per continuare a programmare e ad investire con tranquillità». Il direttore generale di Roma Cruise Terminal (la società costituita da Costa Crociere, Royal Caribbean e Msc Crociere che da quest’anno gestisce le banchine croceristiche del porto di Civitavecchia) Mauro Patuzzi approfitta del picco di navi dell’altro ieri (10 unità da crociera, con 17.000 passeggeri e 6.000 membri di equipaggio) per lanciare un messaggio all’Authority, circa l’utilizzo della banchina 25.
«Il 31 dicembre – spiega Patuzzi – scadrà la nostra concessione per quella che è la banchina più grande ed importante, soprattutto per il turn-around, ossia il cambio di passeggeri. Sono 360 metri di banchina che ci consentono di ospitare le navi più grandi e di soddisfare tutte le esigenze legate alla logistica di questi giganti del mare. Ora, comprendiamo le ragioni dei nostri ‘‘vicini’’ (il terminal agroalimentare a sud, ed il terminal container, quasi ultimato, a nord), ma per le crociere quell’attracco è vitale: per questo, nei prossimi giorni, un gruppo di lavoro studierà insieme all’Autorità Portuale una possibile soluzione. Non vedo però alternative alla richiesta, da parte nostra, di almeno un anno di proroga della concessione per la 25». Quando gli si chiede come mai Rct non abbia ancora avviato l’investimento da 17 milioni di euro per il terminal crociere, Patuzzi getta di nuovo la palla sul campo dell’Authority: «Senza l’allargamento e l’imbonimento della 12bis, sull’antemurale, è impensabile poter avviare le opere per il terminal definitivo. Ad ogni modo, fra strutture provvisorie e dispositivi di sicurezza la società ha già investito circa 4 milioni e mezzo di euro. Ora, però, servono certezze per il futuro, anche perché la crescita continua: quest’anno dovremmo chiudere con 1.650.000 passeggeri, la metà dei quali in turn-around, e 500.000 membri di equipaggio di 860 navi, per il 2008 sono previste 940 navi ed il 28 ottobre sarà siglato un nuovo record, con 6 navi che faranno il cambio passeggeri, interessando 20.000 turisti. Per il 2009, però, siamo fermi: non possiamo accettare prenotazioni, senza risposte adeguate». PORTO
Sulla questione-strutture era intervenuto ieri mattina anche il presidente della Cpr Maurizio Iacomelli (mentre il vice-presidente di Cpc Massimo Soppelsa ha ringraziato tutti gli attori del sistema portuale per il lavoro svolto): «La scommessa sulle crociere si è rivelata vincente, da inizio anno abbiamo registrato 9000 giornate lavorative, dando lavoro, tra portuali ed interinali ad oltre 100 persone. Ora però al porto servono le infrastrutture programmate, per essere all’altezza del proprio primato. Il biglietto da visita dello scalo e della città è senza dubbio la stazione marittima e la Rct deve fornire risposte chiare sugli investimenti che intende realizzare».
Patuzzi, da parte sua, sollecitato, ha affrontato anche la questione della promozione della città: «La Rct guarda con interesse anche a questo aspetto, anche se al momento le priorità sono quelle legate agli spazi ed alle banchine. Siamo consapevoli dell’impatto che le crociere hanno sul territorio e siamo disponibili a dialogare con le istituzioni. Finora, però, da noi non è venuto nessuno. So che l’assessore al Turismo è un certo De Francesco, ma non ho mai avuto il piacere di incontrarlo. Eppure, almeno dal punto di vista dei dati su cui riflettere, un primo supporto potremmo offrirlo: ci risulta ad esempio che un crocerista in città spende mediamente tra i 30 ed i 50 euro, che i clienti migliori restano i membri dell’equipaggio e che in una giornata come ieri sono arrivati 250 pullman e 250 autisti di vetture ncc o taxi, il che significa che di 17000 persone circa 4200, ossia quasi il 25%, sono rimaste in città». Ma questi numeri, oltre il varco Fortezza, sembrano non riscuotere grande interesse.

ULTIME NEWS