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"Solo falsità sull'hospice oncologico"

L’ex sindaco Saladini e l’ex assessore all’urbanistica Tomassini rispondono alle accuse di Prc. Smentite le affermazioni di Luciani e De Paolis sul disinteresse nei confronti dei finanziamenti regionali. «L’iter per la costruzione della struttura è stato seguito con solerzia dalla nostra Amministrazione»

L’ex sindaco Saladini e l’ex assessore all’urbanistica Tomassini rispondono alle accuse di Prc. Smentite le affermazioni di Luciani e De Paolis sul disinteresse nei confronti dei finanziamenti regionali. «L’iter per la costruzione della struttura è stato seguito con solerzia dalla nostra Amministrazione»

TOMASSINICIVITAVECCHIA – Si riservano di aderire alle vie legali l’ex sindaco Gino Saladini e l’ex assessore all’urbanistica Annalisa Tomassini, in risposta alle “gravi affermazioni” (come le hanno definite in una nota stampa) fatte dal Prc sulla vicenda dell’hospice oncologico. Il consigliere regionale Enrico Lucani, affiancato dal consigliere comunale Gino De Polis, durante una conferenza indetta nei giorni scorsi, aveva accusato le passate Amministrazioni comunali, compresa appunto quella facente capo a Saladini, di non aver fatto nulla per evitare che scadessero i due finanziamenti di 300 mila euro ciascuno stanziati dalla Regione per la realizzazione della struttura medica. «L’iter per la costruzione dell’hospice – hanno dichiarato Saladini e Tomassini – è stata seguita con indubbia solerzia da parte dell’Amministrazione Saladini. Sono stati adempiuti gli atti necessari all’ottenimento dei finanziamenti e attivati gruppi di lavoro fra i tecnici dell’ufficio urbanistico per l’individuazione di aree idonee e chi dice il contrario mente». Nella nota i due ricordano come uno dei primi atti del sindaco Saladini fu proprio la richiesta di contributi regionali, consegnata agli uffici competenti della Regione Lazio il 30 giugno 2006. «L’ubicazione dell’opera – proseguono – ipotizzata nei pressi dell’ospedale San Paolo, è stata sempre considerata in via ipotetica in quanto non di proprietà comunale ma rispondente alle caratteristiche richieste dall’associazione Adamo», ovvero l’associazione che si occupa di assistenza ai malati terminali e del loro trasporto nelle strutture della Regione proprio per l’assenza sul territorio di una costruzione adeguata. «Dopo l’insediamento della Giunta – precisano Saladini e Tomassini – l’assessorato all’urbanistica iniziò un lavoro di ricognizione di aree, sempre di proprietà privata in quanto il Comune di Civitavecchia non possiede aree idonee, ma la ricerca non diede risultati di rilievo soprattutto perché si richiedeva un’area nelle vicinanze del nosocomio cittadino e l’unica che aveva la destinazione urbanistica per strutture sanitarie era di dimensioni insufficienti». In seguito, come si legge nella nota, sono proseguiti i lavori per la fase preliminare del progetto: «Nel mese di dicembre si tenne, presso l’assessorato all’Urbanistica della Regione Lazio, la conferenza dei servizi per l’approvazione degli ultimi progetti del Patto Territoriale del Consorzio Olivieri, uno dei quali prevedeva la costruzione di un centro sanitario per i malati di Alzheimer ed in quella sede l’assessore all’urbanistica propose di trasformare tale centro in hospice oncologico che poteva essere realizzato a costo zero per l’Amministrazione». Infine, come è noto, il Sindaco fu sfiduciato a gennaio e tutto fu rimandato all’attuale Amministrazione comunale, «con la quale – concludono l’ex sindaco e l’ex assessore – il consigliere Luciani sembra aver stretto significativi rapporti di collaborazione, visto che ha accompagnato l’assessore Monti alla Regione. Ci dispiace che i due amministratori non abbiano rintracciato il fascicolo inerente all’opera di cui tanto si interessano presso gli uffici comunali».

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