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"Sulle superbollette dei rifiuti anche il Tar vuole vederci chiaro"

Tarquinia. Il consigliere comunale di minoranza, Sandro Celli (Ds), attacca l'operato della Multiservizi e chiede un'assemblea pubblica sul tema

Tarquinia. Il consigliere comunale di minoranza, Sandro Celli (Ds), attacca l'operato della Multiservizi e chiede un'assemblea pubblica sul tema

“Ora anche il Tar del Lazio vuol vederci chiaro sulle megabollette che la Multiservizi ha inviato ai cittadini di Tarquinia”. Interviene così il consigliere comunale dei Ds Sandro Celli sulla vicenda delle superbollette dei rifiuti recapitate ai tarquiniesi. “Come si ricorderà – dice il diessino – nella determinazione della tariffa c’è stato il caos più totale, con molte ombre su come sono stati individuati i componenti dei nuclei familiari, il computo delle superfici per le utenze non domestiche, la mancata applicazione delle riduzioni previste, il gettito totale derivante dalla tariffa e soprattutto le voci di costi ed investimenti riportati sul Piano Finanziario dal quale si è poi determinata la tariffa stessa. Tutto ciò ha portato a tariffe esorbitanti con aumenti fino al 400% per le utenze non domestiche, tanto che alcune aziende si sono addirittura trovate in difficoltà nel pagarle”. Il Tar intervenuto a seguito del ricorso di alcuni operatori commerciali ha ordinato al Comune, entro 60 giorni, l’esibizione in giudizio di una dettagliata documentazione su tutte le singole voci dei costi di gestione dei rifiuti solidi urbani e della raccolta differenziata come preventivati sul Piano Finanziario 2006. Secondo Celli “ciò vuol dire che le argomentazioni della Multiservizi non hanno convinto il giudice. Se il Tar darà ragione ai commercianti che hanno fatto ricorso -si domanda il consigliere – quanti altri decideranno di fare ricorso di fronte alla prossima bolletta? Quale sarà il danno economico che il Comune subirà dall’eventuale perdita economica della società? Lo pagheranno ancora i cittadini con un ulteriore aumento della tariffa?”. In occasione della determinazione della nuova tariffa per l’anno 2007 con la presentazione del nuovo Piano Finanziario, Celli chiede la “riduzione della tariffa stessa, l’attuazione seria della raccolta differenziata per l’applicazione reale delle riduzioni previste dal regolamento ed un controllo vero sulla qualità dei servizi erogati”. “I 900mila euro d’aumento rispetto al 2005, prelevati direttamente dalle tasche delle persone – incalza il consigliere – non trovano alcuna giustificazione plausibile se non quella di finanziare i quasi 10mila euro mensili di stipendi di Dili e del suo consiglio d’amministrazione. Come si può altrimenti giustificare una gestione che per un appalto, come nel caso degli addobbi natalizi 2005, introita 12mila euro e ne spende 5 volte tanto, di cui circa la metà per un subappalto inutile ad una ditta di fiducia, chiudendo poi alla fine dell’anno il bilancio con una perdita di oltre 250mila euro? E’ ora di fare chiarezza, magari organizzando un’assemblea pubblica”.

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