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Rapina a mano armata al bar Giacomini, giovane arrestato

Momenti di paura questa mattina intorno alle 6 nell'esercizio di viale Baccelli. Il malvivente, un 22enne civitavecchiese, è stato inseguito ed arrestato dalla Polizia. Il proprietario dell'esercizio: "Ho avuto tanta paura. Ringrazio il commissariato". Bottino, poche decine di euro

Momenti di paura questa mattina intorno alle 6 nell'esercizio di viale Baccelli. Il malvivente, un 22enne civitavecchiese, è stato inseguito ed arrestato dalla Polizia. Il proprietario dell'esercizio: "Ho avuto tanta paura. Ringrazio il commissariato". Bottino, poche decine di euro

Tutto si è svolto in pochissimi minuti. Erano poco passate le 6 di questa mattina quando un giovane, con il volto coperto da un passamontagna, è entrato nel centralissimo bar Giacomini di viale Baccelli. Dentro c’era solo il proprietario, Roberto Giacomini, al quale il malvivente ha puntato dritto in faccia un fucile a pompa intimandogli di consegnare tutti i soldi. Dentro il registratore di cassa, solo poche decine di euro visto che il bar aveva aperto da poco. Giacomini ha consegnato tutto al rapinatore che ha infilato i soldi in una busta nera, non prima di aver costretto un anziano a consegnargli i pochi spicci che aveva nel portafoglio, e poi è fuggito con una Micra di colore rosso. Subito la chiamata al 113 e in pochissimi minuti gli uomini del vice questore Sergio Quarantelli erano già sul posto. Il giovane ha iniziato a RAPINAsfrecciare per il centro cittadino in una fuga disperata che è finita in via Lepanto dove ha abbandonato l’auto e ha proseguito la corsa a piedi sempre tallonato dagli agenti che alla fine lo hanno fermato ed ammanettato. Durante le concitate fasi che hanno preceduto l’arresto sono stati anche esplosi dei colpi di pistola dagli agenti che hanno sparato in aria e alle gomme. Il giovane, 23enne ventenne civitavecchiese, a quanto sembra tossicodipendente, è stato condotto in commissariato e, di qui, tradotto al supercarcere di Aurelia. Addosso aveva anche  15 cartucce del fucile,beratta calibro 20, di proprietà del padre. “Ho avuto molta paura – racconta Roberto Giacomini – ho fatto tutto quello che mi ha chiesto, avevo un fucile puntato in faccia. Appena è uscito ho avvertito subito la polizia: in pochi minuti erano lì e l’avevano già preso. Li voglio ringraziare pubblicamente: un intervento davvero encomiabile”

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