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Rapina alla Carivit, al processo si sfiora la rissa

Momenti concitati, questa mattina, al Palazzo di Giustizia di via Terme di Traiano. Tanto da richiedere l’intervento di due pattuglie di Carabinieri, una della Stazione, l’altra del Nucleo Radiomobile.
A scatenare quella che poteva diventare una rissa senza un intervento tempestivo, l’arrivo degli imputati al Palazzo di Giustizia, tra cui Massimiliano Orieti, il giovane civitavecchiese accusato di far parte della banda che il 21 aprile dello scorso anno ha tentato di rapinare la filiale della Cassa di Risparmio di Viterbo, a viale Togliatti.
Il ragazzo è detenuto ancora presso il supercarcere di Borgata Aurelia. Ieri mattina, una volta tradotto insieme agli altri imputati al Palazzo di Giustizia per prendere parte all’udienza, amici e familiari volevano a tutti i costi parlare con loro o comunque entrare all’interno dell’aula, nonostante sia proibito trattandosi di un’udienza preliminare.
Qualcuno poi, di fronte al diniego di poter incontrare i ragazzi, ha lanciato alcune pietre contro il cellulare con cui erano stati tradotti in tribunale. Solo con l’intervento delle Guardie Giurate in servizio al Palazzo di Giustizia, degli agenti di Polizia Penitenziaria e poi soprattutto dei Carabinieri si è riusciti a sedare gli animi.
Poi l’udienza, durante la quale il difensore di Orieti, l’avv. Andrea Falcetta di Roma, ha avanzato richiesta di patteggiamento. Per lui il giudice deciderà già giovedì prossimo. Rito alternativo per gli altri cinque imputati: l’udienza è stata aggiornata al prossimo 23 maggio.

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