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Rifiuti, a Santa Marinella cittadini sul piede di guerra

Dopo la protesta dei lavoratori, la situazione nella perla del Tirreno rischia di diventare incandescente Liquami sulle strade e cassonetti fatiscenti, scoperchiati e putridi, facile preda di cani randagi. «Che fine hanno fatto i 50 nuovi raccoglitori all’anno previsti dal contratto tra Comune e Ama?»

Dopo la protesta dei lavoratori, la situazione nella perla del Tirreno rischia di diventare incandescente Liquami sulle strade e cassonetti fatiscenti, scoperchiati e putridi, facile preda di cani randagi. «Che fine hanno fatto i 50 nuovi raccoglitori all’anno previsti dal contratto tra Comune e Ama?»

di CRISTIANO A. DEGNI

S. MARINELLA – La situazione dei rifiuti rischia di diventare incandescente. Alle proteste dei lavoratori, ancora in stato di agitazione nonostante abbiano ripreso a lavorare, si sommano ora quelle dei cittadini. Nel mirino degli utenti è lo stato dei cassonetti. E’ ormai consuetudine incontrare agli angoli delle strade al posto dei cassonetti per la raccolta delle immondizie, fatiscenti bubi di plastica, spesso con il fondo mancante e senza coperchio, che ospitano i sacchetti della spazzatura senza alcuna protezione per la fuoriuscita di liquidi e miasmi. La gente è preoccupata poiché con l’arrivo del caldo gli effluvi potrebbero diventare insopportabili sia per chi abiti nelle vicinanze dei cassonetti che per chi si trovi a passarci accanto. Per non parlare poi del lavaggio dei contenitori. La macchina lavacassonetti, una operazione che per contratto deve essere svolta periodicamente, non esce più dal deposito di Prato del Mare in quanto è rotta. Nei contenitori si deposita la sporcizia e la mancanza dei coperchi o la loro mancata chiusura, fa sì che i sacchetti siano preda della furia dei randagi in cerca di cibo. Il contratto di servizio tra Comune ed Ama, peraltro, prevede l’impiego di 50 nuovi cassonetti da posizionare ogni anno. «E’ ora che qualcuno lo faccia rispettare», reclamano i cittadini. Dall’interno dell’azienda appaltatrice del servizio non giungono risposte concrete. Gli operai, d’altronde, continuano a lavorare nonostante i capi di vestiario ed i dispositivi individuali di protezione promessi a marzo non siano stati ancora consegnati. «E’ grottesco assistere ad una festa del primo maggio – hanno detto ieri mattina alcuni lavoratori Ama – che per tema ha la sicurezza sul lavoro e poi venire sanzionati perché abbiamo richiesto l’applicazione delle leggi sulla sicurezza sul lavoro». I lavoratori che hanno partecipato all’agitazione di marzo, organizzata dai sindacati, sono stati infatti tutti sanzionati dall’azienda.

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