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Riformisti, 22 candidati si schierano con Fabiana Attig

di RAFFAELE CIRULLO

È ormai muro contro muro nel Movimento dei Riformisti. Proprio ieri è stato infatti diffusa una nota a firma di ben 22 dei 29 candidati della lista alle scorse elezioni, nella quale si conferma che a coordinare il movimento resta Marco Iacomelli, affiancato dal vicepresidente Pino Antonucci e dal responsabile delle politiche giovanili Alessio Monaldi. Una risposta chiara alla nota dell’altra frangia del movimento, che aveva invece eletto Angelo Pierotti nuovo coordinatore.
Diversi i punti toccati dalla nota, nella quale si ricorda come il coordinamento dei Riformisti sia stato democraticamente eletto lo scorso 9 giugno all’unanimità ed anche con il voto di Gianfranco Iacomelli, allora già eletto alla carica di consigliere. «Nella stessa sede e nella stessa occasione – si legge – si è deliberato che il punto fondamentale per l’azione politica di ciascun componente la lista veniva rappresentato dal rispetto del principio di lealtà». Nel documento si fanno naturalmente anche precisazioni riguardo alla posizione dell’attuale assessore all’Ambiente Fabiana Attig, apertamente disconosciuta dall’altra parte della lista, che era arrivata a dire che, qualora fosse rimasta in giunta, sarebbe stata in quota al sindaco. Diametralmente opposta invece la posizione dei 22 candidati coordinati da Marco Iacomelli, secondo i quali invece «la Lista riconosce Fabiana Attig come assessore, in quota al movimento, già candidata e precedentemente coordinatrice della medesima lista». Una riaffermazione in piena regola della piena titolarità degli oranismi dirigenti, dunque, cui segue anche la dichiarazione di piena legittimità di tutti gli atti prodotti fin qui dal coordinamento.
Le ultime parole della nota sono infine dedicate all’unico consigliere della lista Gianfranco Iacomelli, «eletto grazie all’impegno dei candidati e dell’intero movimento», del quale i firmatari spiegano di non condividere la linea critica nei confronti del resto della lista, «tanto da annunciare la formazione di un nuovo gruppo», riservandosi però di prendere provvedimenti solo «a fronte di un reale disimpegno, a richieste od istanze da ritenere personali, e in ultimo osservando atti ostili nei confronti della lista intera, dei singoli componenti e più in genere della coalizione stessa».

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