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''Riorganizzazione dei servizi, no a decisioni autoritarie''

La Lista Porro frena sulla proposta dell’amministrazione di riassetto delle spa comunali. «Non siamo contrari per principio, ma va distinto caso per caso e occorre ottenere l’opinione di esperti». Tra le richieste anche il coinvolgimento delle parti sociali e quello degli utenti

La Lista Porro frena sulla proposta dell’amministrazione di riassetto delle spa comunali. «Non siamo contrari per principio, ma va distinto caso per caso e occorre ottenere l’opinione di esperti». Tra le richieste anche il coinvolgimento delle parti sociali e quello degli utenti

di ANTONIO FONTANELLA

Decisionismo e autoritarismo. Sono queste le principali accuse mosse dalla lista Porro al sindaco Moscherini in merito alla proposta di riorganizzazione delle partecipate, i cui principi sono contenuti in una relazione, messa a punto da una società di consulenza e fatta pervenire nei giorni scorsi a tutti i consiglieri, che sarà discussa al prossimo consiglio comunale. Una riorganizzazione redicale, che prevede la creazione di due società nelle quali confluiranno tutte le spa (e delle altre realtà) che fanno o faranno capo al Pincio, da quella peri servizi idrici ai trasporti alle farmacie comunali; dai servizi di pulizia urbana ai servizi per i disabili sino ai servizi cimiteriali. Una delle holding gestirà il patrimonio, mentre l’altra gestirà i servizi.
«Ora, va bene che il decisionismo è di moda – affermano dalla lista – ma una ristrutturazione di questo tipo non può in alcuna maniera essere affrontata con questa leggerezza. Intanto, la società di consulenza ha fornito uno studio effettuato verosimilmente nel giro di poche settimane. Mentre è necessaria un’analisi approfondita delle diverse situazioni con indagini circostanziate di tipo patrimoniale, finanziario e gestionale. E questo non per amore della ricerca. Ma perché non possono essere prese decisioni serie su questioni di tale portata senza un’analisi condotta in maniera ponderata e nei tempi dovuti. In secondo luogo, da questa consulenza mancano le opinioni degli utenti e dei lavoratori. Il che significa che il Sindaco e la sua Giunta hanno in mente un’operazione calata dall’alto che non tiene in nessun conto del contributo degli addetti ai lavori, delle parti sociali, delle associazioni. Qui il decisionismo sconfina nell’autoritarismo. E l’autoritarismo è nemico della democrazia». La lista civica precisa di non essere contraria in linea di principio alla riorganizzazione ma solo che siano necessarie alcune accortezze. Innazitutto «distinguere caso per caso e azienda per azienda, mettere a confronto sulle questioni tecniche l’opinione di esperti, vanno chiariti filosofia e obiettivi del riordino, vanno stabilite procedure di verifica periodica e vanno coinvolte le parti sociali. Detto in poche parole – aggiungono – occorrono delle conferenze dei servizi perché in nessuna parte d’Italia si è mai visto un riassetto di queste dimensioni fatto in quattro e quattr’otto come propone il Sindaco di centrodestra».
Ma non è tutto. La lista che fa capo al leader dell’opposizione avanza anche «il sospetto che sia in atto un tentativo di far passare un’operazione politica strategica per la città a colpi di maggioranza e approfittando del generale agosto per assicurare a chi oggi governa la città un controllo totale sulle società pubbliche. Ci auguriamo di essere smentiti. Ci auguriamo che la maggioranza comprenda la necessità di una riflessione comune e in tempi ragionevoli. Se così sarà noi siamo disponibili al confronto. Se così non sarà – avvertono infine – non staremo certo alla finestra a guardare».

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