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''Saladini, sette mesi di nulla''

Il commissario dell'Autorità Portuale Gianni Moscherini nega ogni responsabilità nella caduta dell'amministrazione e contrattacca: ''La giunta è crollata per la sua inefficienza''. Sulla sua candidatura: ''Scenderò in campo solo se non resterò al porto''

Il commissario dell'Autorità Portuale Gianni Moscherini nega ogni responsabilità nella caduta dell'amministrazione e contrattacca: ''La giunta è crollata per la sua inefficienza''. Sulla sua candidatura: ''Scenderò in campo solo se non resterò al porto''

di MARCO SETACCIOLI

Il commissario dell’Autorità Portuale Gianni Moscherini non ci sta a vedersi addossare le responsabilità della caduta della giunta Saladini e respinge al mittente le accuse mosse in prima persona dal primo cittadino uscente.
«Sono stanco di fare da “pungiball” – afferma Moscherini – di essere considerato colpevole dell’inefficienza di chi amministra. Se io fossi stato sindaco in sette mesi avrei fatto ben altro, mentre questa amministrazione si è fermata al nulla. Non accetto che qualcuno tenti di usare me per fare da scaricabarile della propria incapacità». Ma il commissario di Molo Vespucci respinge soprattutto l’accusa di essere l’istigatore dei consiglieri di maggioranza che con le loro dimissioni hanno contribuito alla caduta dell’amministrazione. «Mi domando piuttosto – prosegue – come mai Saladini li abbia presi con sé nella sua stessa lista, dopo che avevano fatto cadere De Sio, e adesso li chiami traditori dopo che hanno fatto cadere lui. Per me traditore – aggiunge – è semmai chi non fa il proprio lavoro e non adempie ai propri doveri, chi disattende le aspettative dei cittadini». Moscherini precisa anche a questo proposito di non essere «tra coloro che soffrono per la fine dell’amministrazione, e mi riferisco anche ai rapporti col porto. Prova ne è la conferenza stampa di congedo convocata, guarda caso, alla stessa ora in cui era fissata l’inaugurazione di Porta Livorno. L’unica collaborazione che mi è stata finora offerta dal Pincio è stata quella di Maria Boncompagni, con la quale, insieme all’ex assessore regionale Angelo Bonelli, abbiamo seguito la questione del polo per l’idrogeno. Anche lì Saladini e Tidei hanno invece remato contro, solo per il fatto che questa struttura sarebbe sorta nel porto. Parecchio ostruzionismo – prosegue il commissario – ho trovato anche per tutti gli altri progetti importanti, come l’oceanario ed il port hospital, così come anche per la bretella Porto-A12, che l’Assessore all’Urbanistica ha cercato di bloccare, con la conseguenza che ora l’opera rischia di essere definanziata».
Più di un accenno Moscherini lo riserva poi alla corsa per la presidenza dell’Autorità Portuale, senza nascondere la propria delusione nei confronti del sindaco «che non ha inserito il mio nome nella terna, atto che io invece SALADINIriterrei dovuto nei confronti non solo del presidente uscente, ma anche di chi ha guidato una squadra che ha ottenuto risultati evidenti, anche durante il periodo del commissariamento». Parole che si tingono di una punta di sarcasmo nel commentare la richiesta avanzata dal segretario regionale e da quello di federazione dei Ds, di provvedere subito alla nomina di Pietro Tidei alla guida di Molo Vespucci. «La legge – ripete Moscherini – dice chiaramente che possono andare a ricoprire l’incarico di presidente dell’Autorità Portuale solo figure che abbiano “massima e comprovata esperienza nell’ambito della portualità e della logistica” e non mi sembra che tra questi requisiti figuri l’essere stato un parlamentare. D’altra parte stando le nomine fatte finora per gli altri porti dal ministro Bianchi, interessano solo personalità di comprovata esperienza e non deputati uscenti a cui dare qualche giocattolo per perpetrare la propria presenza sul territorio. Ed è il territorio stesso, a mio avviso, che deve chiedere che si rispetti la legge e che un simile incarico venga ricoperto da persone capaci. Io farò lo stesso, qualunque sia la mia postazione».
Proprio al suo futuro in politica Moscherini dedica la parte finale del suo intervento, ribadendo l’intenzione di candidarsi a sindaco, qualora la gente gli chiedesse di scendere in campo, «perché – ha detto – io sono innamorato di questa città, nella quale opero ormai da 10 anni. Ma è inutile nascondere che il mio sogno è quello di restare al porto, di portare a termine il progetto del grande scalo che, entro 3-4 anni, sarà in assoluto il più grande d’Italia. Alla mia candidatura penserò se dovessi essere mandato via o se il commissariamento si prolungasse oltre il termine utile per presentarmi agli elettori, sebbene in molti me lo stiano già chiedendo da tempo». Nei progetti del commissario c’è un governo cittadino più tecnico che politico, «che con l’aiuto di una larga maggioranza, che sottoscriva un impegno serio per superare le proprie ideologie per consentire alla città di recuperare l’enorme distacco che oggi esiste con il porto. Perché in questa fase storica si può ricucire questo strappo solo se tutti insieme si tira il carretto. Un grande partito di gente che vuole bene alla città, un partito del lavoro. Non si tratterebbe in questo caso di mettere da parte la politica in senso stretto, ma solo di portare in città progettualità e professionalità, collaborando anche dal Pincio alla crescita dello scalo, ma isolando cialtroni e chiacchieroni».

Caduta Giunta Saladini – Intervista Gianni Moscherini

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