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Sant’Agostino: l’assobalneari suona la sveglia al Comune

Tarquinia. Gli operatori turistici pronti a presentare un progetto di sviluppo per l’area Il lido, conteso tra la cittadina etrusca e Civitavecchia, manca ancora di servizi efficienti

Tarquinia. Gli operatori turistici pronti a presentare un progetto di sviluppo per l’area Il lido, conteso tra la cittadina etrusca e Civitavecchia, manca ancora di servizi efficienti

TARQUINIA – Su Sant’Agostino l’Assobalneari-Federturismo suona la sveglia al Comune di Tarquinia. «In questi giorni stiamo leggendo di tutto e di più sulla questione del lido di Sant’Agostino che si trova in mezzo, conteso tra il Comune di Tarquinia e quello di Civitavecchia. Crediamo sia giunto il momento di far uscire alla luce quella che è la situazione di questa bellissima parte di costa in provincia di Viterbo», esordisce l’associazione degli operatori turistici. «Ad oggi Sant’Agostino vive solo grazie allo sforzo delle imprese turistiche balneari presenti che fanno di tutto per rendere accessibile tale tratto di costa ai bagnanti e a tutti coloro che vi si recano – dicono i balneari che tirano le orecchie al Comune etrusco – Questo avviene spesso senza nessuna considerazione da parte del Comune di Tarquinia e degli altri enti pubblici e privati. Da circa due anni abbiamo indicato all’amministrazione di Tarquinia, con diverse note, un percorso e formulato una proposta migliorativa, rivolta verso l’organizzazione di tutte le opere di urbanizzazione da realizzarsi per la riorganizzazione del tratto di costa». Oggi in effetti la località è organizzata con l’approvvigionamento idrico che dipende dal Comune Civitavecchia, il demanio marittimo che è sotto il controllo di Tarquinia e delle istituzioni militari: «Questione da risolvere al più presto – dicono gli operatori – per definire politiche di sviluppo e di qualità del sito». «Non esiste un progetto razionale di fognature, non esiste un progetto di pulizia razionale dell’area, le strade sono ancora fortemente dissestate, non esistono aree adibite a parcheggio, con il rischio costante, che si avverte, di creare problemi di ordine pubblico sulle strade che portano alla località tarquiniese, si veda cosa ha generato l’incendio di circa sette giorni fa». «A settembre – concludono gli operatori – saremo in prima fila per riproporre all’amministrazione di Tarquinia il nostro progetto di sviluppo di questa area turistico-balneare che, dopo tantissimi anni è pronta ora finalmente a decollare. L’Assobalneari Litorale Nord Lazio-Federturismo si aspetta pertanto dal Comune di Tarquinia una forte attenzione sulla ‘‘questione Sant’Agostino’’, che non è stata recepita in precedenza, per ripartire e ricollegare un territorio che ha imprese pronte ad investire sul futuro del lido fornendo nuovi servizi».

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