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Sotto Piazza del Conservatorio il mistero delle origini della città

Riportate alla luce strutture industriali del I secolo, ma restano altri due metri da scavare. Sotto lo strato traianeo forse uno più antico, che smentirebbe i natali imperiali di Civitavecchia

Riportate alla luce strutture industriali del I secolo, ma restano altri due metri da scavare. Sotto lo strato traianeo forse uno più antico, che smentirebbe i natali imperiali di Civitavecchia

SCAVIE se la nascita di Civitavecchia risalisse ad un’epoca precedente a quella di Traiano? Se l’imperatore si fosse semplicemente ‘‘appropriato’’ di un insediamento preesistente? Se l’intera storia della città fosse da riscrivere? Sono queste alcune delle domande che saltano alla mente gettando uno sguardo agli scavi di Piazza del Conservatorio, voluti per la costruzione di un palazzo, ma che oggi stanno riportando alla luce un tesoro perduto nei secoli. Che qualcosa si sarebbe trovato lo si immaginava già, dal momento che i carotaggi avevano evidenziato tracce di strutture preesistenti fino a 4 metri di profondità. Nessuna sorpresa dunque quando, rimuovendo il primo strato di asfalto è riemersa una strada ottocentesca in sampietrini, ancora con i suoi canali di scolo in pietra. Ma le scoperte più interessanti sono arrivate poco più tardi, quando, meno di un metro più in basso, di fianco a Via Doria, è stata ritrovata l’antica strada medievale (che ricalcava il decumano romano), che giunge fino ad una porta aperta sull’estremità orientale delle mura del Sangallo, ai cui lati sono ancora visibili i buchi che ospitavano i cardini. Tutto intorno le massicce pareti dell’antica cinta muraria, costruite con la forma ad angoli (il primo esempio della storia) sorrette da uno spesso terrapieno, erette cioè per resistere ai colpi dei cannoni. Ancora più antiche le strutture ritrovate a pochi passi da lì, dove a circa due metri di profondità sono riemersi dal passato i resti di strutture industriali di epoca romana e una vasca in pietra (forse utilizzata da un fabbro) risalente al I secolo d. C., cui fa da corredo un’anfora, la cui bocca spunta dalla parete, mentre il resto del prezioso oggetto resta ancora incastonato nel terrapieno su cui poggia l’attuale strato di asfalto. Un altro rilievo ha invece portato sempre nei pochi metriSCAVI dell’area, alla scoperta di tunnel sotterranei con la volta a botte, che secondo gli esperti potrebbero correre per chilometri e chilometri sotto la città, collegando il centro al porto e le più antiche chiese cittadine tra loro, come una fitta rete, utilizzata per scopi commerciali e difensivi. E questo non è che l’inizio visto che l’intera piazza è piena di strutture romane, alcune delle quali addirittura già cartografate. Resta ora da capire quali altri misteri nascondano le fondamenta della città, visto che sono bastati appena due metri di scavi per essere scaraventati indietro di 2000 anni. Rimangono da esplorare altri due metri di reperti, che, a rigor di logica dovrebbero appartenere ad un’epoca precedente, anni in cui però del glorioso porto di Roma nella storia ufficiale non c’è alcuna traccia.

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