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<strong>E'&nbsp;caduta l'amministrazione&nbsp;Saladini</strong>

Poco prima delle nove di ieri Di Gennaro, Bergodi, Reginella e Marsili si sono dimessi insieme alla minoranza, determinando la caduta dell'amministrazione e l'immediato scioglimento del Consiglio Comunale

Poco prima delle nove di ieri Di Gennaro, Bergodi, Reginella e Marsili si sono dimessi insieme alla minoranza, determinando la caduta dell'amministrazione e l'immediato scioglimento del Consiglio Comunale

di MARCO SETACCIOLI

Sono state protocollate questa mattina poco prima delle 9, le dimissioni di 16 consiglieri comunali, con il conseguente automatico scioglimento della giunta e del consiglio e dunque la fine, dopo appena sette mesi, dell’amministrazione Saladini.
Tra i firmatari non solo i 12 consiglieri di minoranza (Gabriella Sarracco, Alessio Romagnuolo, Gianni De Paolis, Enrico Zappacosta, Alvaro Balloni, Mario Santu, Mauro Campidonico, Gino Vinaccia, Marco Piendibene, Gino De Paolis, Marco Galice, Antonio Parisi), ma anche Graziano Marsili, del Gruppo Misto, oltre a Fabrizio Reginella, Gianfranco Bergodi e Marco Di Gennaro, tutti e tre appartenenti, ironia del destino, proprio alla lista che porta il nome del sindaco.
Un evento in qualche modo atteso, dopo il tentato blitz dell’altro ieri (fallito all’ultimo solo per via della rinuncia di Mario Fiorentini), arrivato dopo una riunione serale ed una intera notte di febbrili colloqui e di incontri.
I consiglieri questa mattina intorno alle otto si sono poi ritrovati ad un bar di Viale Baccelli, da dove, una volta scattato l’orario di apertura dell’Ufficio Protocollo, e ottenuta la certezza di avere i numeri necessari, si sono mossi a piedi in direzione del Pincio. Lì, raggiunto il Protocollo, hanno presentato uno dopo l’altro le proprie dimissioni. Il primo a DEPOSIZIONEpresentarle è stato Graziano Marsili, alle 8.35 (che ha preceduto tutti per via di un impegno di lavoro), poi via via tutti gli altri, fino alle 8.55.
Poco dopo le 9 è poi arrivato anche Saladini, che, ignaro di tutto, era stato avvisato telefonicamente di quanto stava avvenendo, mentre era nei pressi di Corso Centocelle. L’ormai ex primo cittadino, visibilmente teso, si è subito precipitato a bordo dell’auto del Comune e poi si è immediatamente rifugiato nell’ufficio del sindaco, praticamente senza rilasciare dichiarazioni. Fuori, su piazzale del Pincio, c’erano invece Pietro Tidei (giunto contemporaneamente a Saladini), il quale, dopo aver scambiato qualche parola con Saladini, se ne è andato, ed il senatore Giovanni Ranalli, dirigente diessino, che ha a lungo atteso nell’auto, senza però mai scendere.
Subito dopo sono poi cominciati ad arrivare i membri dell’ormai passata giunta Maria Boncompagni, Diego Michelli, DEPOSIZIONEClemente Longarini, Alessio Gatti, seguiti da diversi membri dello staff e dirigenti comunali, tra i quali Mario Flamini e Marietta Tidei, e ancora i fedelissimi di Saladini, tra cui i fondatori del progetto politico “Il futuro è di chi cambia”, come Marco Manovelli e la candidata della Lista Saladini, considerata in pole position per la carica di presidente dell’Etm, Marina Pergolesi, cui nei minuti successivi si sono aggiunti militanti e dirigenti praticamente di tutti i partiti dell’ormai ex maggioranza.
Nessuna dichiarazione ufficiale da parte del Pincio, dove forse si terrà una conferenza stampa domani mattina. Si attende ora la nomina di un commissario prefettizio, che avrà il compito di traghettare la città per alcuni mesi, fino alle elezioni, previste per la primavera.

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