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Tarquinia. Giulivi scrive ai cittadini: &laquo;Non mi ricandido&raquo; <br />

Tarquinia. Il sindaco ha inviato la lettera con la quale spiega le ragioni del suo ripensamento Serafini (Pri): «Se il problema erano alcuni personaggi sarebbe stato meglio combatterli»

Tarquinia. Il sindaco ha inviato la lettera con la quale spiega le ragioni del suo ripensamento Serafini (Pri): «Se il problema erano alcuni personaggi sarebbe stato meglio combatterli»

TARQUINIA – Adesso è ufficiale. Alessandro Giulivi non sarà il candidato sindaco del centrodestra per le amministrative di maggio. Ieri è arrivata nelle case dei tarquiniesi la lettera con la quale il primo cittadino spiega le ragioni del suo ripensamento. Già oggi e nei prossimi giorni la missiva dovrebbe aver raggiunto tutte le zone della città. I primi a ricevere il documento sono stati i consiglieri comunali e gli abitanti del centro storico. Poche parole, quelle del sindaco, per spiegare che il suo entusiasmo si è «scontrato con le antiche abitudini della politica, dove contano molto più gli interessi personali che i superiori interessi pubblici», ma anche per chiedere scusa ai cittadini per gli eventuali errori commessi. Nessun riferimento specifico, invece, all’azzeramento delle cariche politiche richiesto dai partiti della coalizione (An, Udc, Repubblicani e Nuovo Psi) e negato da Fi. La vicenda sarebbe l’elemento scatenante della diatriba interna al Polo, dopo che Dili si è rifiutato di lasciare la presidenza della Multiservizi. La rinuncia del sindaco adesso ridisegna il quadro politico locale. Il Polo è diviso: Fi rischia di rimanere isolata; e l’ipotesi di un Terzo Polo avanza. Ne è convinto Roberto Meraviglia del Nuovo Psi che nel dirsi dispiaciuto del ritiro di Giulivi afferma: «Il percorso è plausibile. Con gli estremi di destra e di sinistra non si governa». Si dicono spaesati anche i Repubblicani: Serafini avrebbe preferito apprendere la notizia «direttamente dal sindaco» e poi incalza: «Se il problema erano alcuni personaggi sarebbe stato meglio combatterli. C’era bisogno di continuare il lavoro iniziato». Il presidente di An, Mimma Arpini invece: «Vorrei sognare di poter recuperare la situazione. Del resto i nostri rappresentanti hanno lavorato bene e nel rispetto di tutti». Sabato mattina i vertici dei partiti si incontreranno a Viterbo per discutere del «caso».

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