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Tarquinia, L'Università Agraria in grave difficoltà economica

Il presidente Alessandro Antonelli: "Basta con i contenziosi legali" In scadenza oltre 200mila euro di parcelle che l'ente non sà come pagare

Il presidente Alessandro Antonelli: "Basta con i contenziosi legali" In scadenza oltre 200mila euro di parcelle che l'ente non sà come pagare

 TARQUINIA – Una relazione preoccupante, quella emersa nel corso dell’ultimo consiglio dell’Università Agraria di Tarquinia, per voce dello stesso presidente, Alessandro Antonelli, che ha parlato di una enorme mole di cause legali che metterebbero in grave difficoltà economica l’ente di via Garibaldi. Oltre 200mila euro sarebbe la cifra delle parcelle che a breve l’Università Agraria dovrà sborsare per pagare i vari avvocati, impegnati nei numerosi contenziosi. “Che peraltro – dice Antonelli – sono esclusivamente ereditati dalle precedenti amministrazioni di centrodestra”. “Dispiace che l’opposizione che tanto aveva sollecitato il tema – polemizza Antonelli – abbia poi disertato l’assise, forse qualcuno non aveva voglia di sentire la dura e cruda verità. È normale per un ente far rispettare i suoi diritti in sede giudiziale, a volte tuttavia prima di spendere soldi pubblici in cause lunghe e problematiche sarebbe buona norma verificare ogni ipotesi transattiva e non limitarsi alla via più breve ovvero il ricorso alle vie legali.
L’amarezza è poi scoprire che si è scelto di non amministrare, ma di litigare, senza nemmeno prevedere gli impegni di spesa necessari a liquidare i professionisti incaricati, confidando nelle lungaggini processuali per rimettere al successore il problema della liquidazione, un comportamento semplicemente vergognoso”. Tra le materie che tengono legalmente impegnata l’Università Agraria figura l’ormai noto a tutti contenzioso con il Comune di Tarquinia, il per quanto riguarda il pagamento Ici, come pure la vicenda del campeggio e il tira e molla con la Maretour, attuale società gestrice per non parlare delle vicende legate ai territori dell’ex Pio Istituto Santo Spirito. “Sulla vertenza Ici –spiega Antonelli – è nostra intenzione trovare una soluzione tra i due enti che non gravi sulle tasche dei cittadini, entro la fine del 2007 saremo in grado di proporre una bozza di accordo su cui si sta alacremente lavorando”. “Stesso dicasi per il campeggio – dice Antonelli – nonostante articoli di bassa lena apparsi su qualche giornaletto locale, si sta discutendo cercando una soluzione che rilanci una struttura ad oggi fatiscente e commercialmente in difficoltà. Qui la pluralità di cause insorte ha reso il campeggio, una sorta di voragine che di fatto ha inglobato assai più degli utili che il medesimo era stato in grado di produrre, occorre dire basta e verificare se in quel sito ci può essere progresso e sviluppo per la città con partner seri, affidabili e con un piano di investimenti reali”. “Sulla questione Monte Romano – spiega poi il Presidente – siamo vittime di un episodio di mala giustizia, dopo due anni dall’emissione del dispositivo, manca ancora la motivazione della sentenza necessaria per il recupero dei terreni, una cosa assurda che non manchiamo di segnalare da tempo agli organi preposti. Capitolo a parte quello legato ai terreni ex Pio Istituto Santo Spirito detenuti dai privati, stiamo verificando come chiudere i contenziosi in essere, sul presupposto che quei terreni sono dell’Università Agraria di Tarquinia, stiamo conducendo trattative con quei possessori che ad oggi sono ancora imprenditori agricoli predisponendo il necessario tentativo di conciliazione. Lo stato avanzato delle cause non facilità il compito, transare oggi è molto più difficile di quanto ciò non fosse all’inizio della controversia”.

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