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Tarquinia, primo consiglio: Mazzola subito attaccato dalla minoranza

Duro affondo da parte dell'opposizione di centrodestra: Giulivi: "Adesso vi dovete ridurre le indennità di un terzo" Palombini (Lista Giulivi): "Avete permesso illecitamente che fossero portati via i quadri di Matta"

Duro affondo da parte dell'opposizione di centrodestra: Giulivi: "Adesso vi dovete ridurre le indennità di un terzo" Palombini (Lista Giulivi): "Avete permesso illecitamente che fossero portati via i quadri di Matta"

TARQUINIA – E’ appena terminato il primo consiglio comunale dell’era Mazzola. Aula gremita, perlopiù dagli addetti ai lavori curiosi di sapere come sarà il dopo Giulivi (centrodestra). Dopo la nomina di Giovanni Guarisco a presidente dell’assise, subito affondo dell’ex sindaco Alessandro Giulivi: «Adesso vi dovete diminuire le indennità di un terzo come scritto nei volantini che avete diffuso per tutta la città». Poi giuramento del neo primo cittadino Mauro Mazzola che ha detto: “Sarò il sindaco di tutti e auspico un dialogo costruttivo anche con la minoranza. Conosco tutti e sono amico di molti, per questo mi aspetto un lavoro costruttivo nell’interesse del paese”. A seguire, la convalida degli assessori, già nominati nei giorni scorsi: Giovanni Olivo Serafini (Pri) “Agricoltura, Promozione prodotti tipici, Problematiche del Lido e Sviluppo economico della costa”; Roberto Rosati (Margherita) “Sportello turistico informativo, Promozione turistica, Turismo e Spettacolo”; Enrico Leoni (Lista Mazzola) “Servizi Sociali, Asilo Nido, Centro Anziani e Solidarietà Internazionale”; Angelo Centini (Ds) “Cultura, Pubblica Istruzione e Trasporti scolastici”; Sandro Celli (Ds), “Impianti tecnologici, Impianti sportivi, Sport, Patrimonio, Viabilità, sicurezza stradale e trasporti, Servizi pubblici locali, Arredo Urbano, Commercio”; Anselmo Ranucci (Ds), “Lavori Pubblici”; Giancarlo Capitani (Margherita),  “Affari istituzionali e semplificazione amministrativa, Usi Civici”. Il neo sindaco ha invece ribadito che terrà per sé Urbanistica e Piano dei lavori generali. Subito dopo, duro attacco di Giovanni Palombini: «Avete permesso illecitamente che fossero portati via i quadri di Matta. E’ contro la legge». Si tratta delle preziose opere donate al Comune dal famoso artista cileno, scomparso negli anni scorsi, in virtù della forte amicizia e stima che nutriva nei confronti dell’allora sindaco Giulivi. Nei giorni scorsi però la vedova di Matta ha dato mandato di ritirare i quadri non condividendo affatto l’amministrazione dei centrosinistra. Resta ora da capire se il ritiro delle opere fosse lecito. Intanto però la minoranza ha sottolineato la prima ”perdita” di Mazzola e forse anche il primo illecito. Sui banchi della maggioranza oltre agli assessori anche i consiglieri eletti e i non eletti subentrati grazie agli assessori. Serafini ha lasciato il posto al figlio Pietro; Rosati a Rabuffi; Leoni a Tosoni; Ranucci a Scalet; Celli a Pelucco; Centini a Gentili. Otto invece i rappresentanti della minoranza che però erano in sette: Sergio Benedetti (An), Marco Fiaccadori e Nazzareno Dili (Fi), assente, Alessandro Giulivi, Marcello Maneschi e Giovanni Palombini (Lista Giulivi), Renato Bacciardi (Udc) e Marco Pacchelli (Socialisti Uniti). Dili non si è dunque presentato in consiglio, sapendo evidentemente che sarebbe stata sollevata la sua ineleggibilità: è stato Maurizio Conversini (Ds) a ricordare che l’azzurro, essendo presidente della Multiservizi, non poteva essere eletto. Conversini ha chiesto anche le dimissioni di Dili dalla società municipalizzata.

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