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Tasse, bandiera nera per Civitavecchia

Secondo il quotidiano economico ‘‘Il Sole-24 Ore’’ nel 2005 sono stati sborsati a testa 1.206,29 euro, più che a Roma. L’assessore al Bilancio Pasqualino Monti: «Dati non corretti, perché non si tiene conto dell’influenza delle grandi utenze». Nel comprensorio Santa Marinella è al quinto posto della classifica generale. Meglio Ladispoli e Cerveteri 

Secondo il quotidiano economico ‘‘Il Sole-24 Ore’’ nel 2005 sono stati sborsati a testa 1.206,29 euro, più che a Roma. L’assessore al Bilancio Pasqualino Monti: «Dati non corretti, perché non si tiene conto dell’influenza delle grandi utenze». Nel comprensorio Santa Marinella è al quinto posto della classifica generale. Meglio Ladispoli e Cerveteri 

CIVITAVECCHIA – Civitavecchia è il Comune dell’area metropolitana romana con la pressione finanziaria pro-capite più alta. Ad affermarlo è stato il quotidiano finanziario ‘‘Il Sole-24 Ore’’ che ha riportato dei dati su una tabella secondo cui nella nostra città nel 2005 ogni abitante ha pagato 1.206,29 euro di tasse locali, oltre 200 euro in più rispetto ai residenti della Capitale, che si attesta al 4° posto con una pressione finanziaria pro-capite di 980,81 euro. Il primato spetta dunque a Civitavecchia, i cui abitanti tra addizionali Irpef, Ici, tassa sui rifiuti, imposte e tributi hanno sborsato più di ogni altro cittadino della provincia di Roma. Come precisato sul ‘‘Sole-24 Ore’’, i dati sulla città sono influenzati dagli introiti diretti previsti dalle convenzioni con i colossi energetici Enel e Tirreno Power presenti sul territorio.
«In realtà – ha commentato l’assessore al Bilancio Pasqualino Monti – il dato indicato dal quotidiano economico non è propriamente corretto, poiché considera un gettito complessivo diviso per ogni abitante, senza dunque indicare l’esatta influenza che hanno sul costo totale le tre grandi utenze della città: Enel, Tirreno Power e Ater. Bisognerebbe invece calcolare il peso preciso che esse hanno per ogni cittadino e si vedrebbe che il dato varierebbe di molto. È un’analisi un po’ troppo semplicistica». L’assessore al Bilancio Monti ha poi spiegato come in realtà i risultati per Civitavecchia siano molto più incoraggianti: «L’aliquota Ici – ha aggiunto – è, secondo i parametri di legge, al 4 per mille, una delle più basse della Provincia di Roma. Però adesso bisogna attendere la prossima Finanziaria per vedere come comportarsi a proposito di Ici e pressione fiscale». INFOGRAFICA
Nella graduatoria generale degli altri Comuni del comprensorio, sempre secondo i dati pubblicati ieri dal quotidiano economico ‘‘Il Sole-24 Ore’’, Santa Marinella si piazza subito dopo la Capitale, ovvero al quinto posto, per tasse locali pagate dai residenti. La cifra pro-capite infatti ammonta a 934,52 euro. Nell’area metropolitana romana poi il Comune di Cerveteri si assesta al 14° posto con una pressione fiscale di 666,35 euro pro-capite, mentre a Ladispoli (ventiduesima in classifica) i residenti nel 2005 hanno sborsato ‘‘solo’’ 562,72 euro a testa per le tasse.
Viene sfatata dunque l’opinione comune secondo cui sia Roma la città con la pressione fiscale più accentuata dell’intero hinterland laziale, battuta, come si è visto. da Civitavecchia con ben 200 euro di distanza.
I dati sulla fiscalità locale forniti ieri dal quotidiano economico sono stati ricavati dall’analisi degli indicatori finanziari dei Bilanci consuntivi certificati dal Ministero dell’Interno al 31 dicembre 2005, gli ultimi disponibili. Sono stati comparati gli indici dei ventisei Comuni più popolosi della Provincia di Roma che complessivamente contano una popolazione di 3,4 milioni di cittadini totali, l’89,16% degli abitanti del territorio provinciale pari a 3,8 milioni di unità spalmati su 121 Comuni.

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