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Tidei spacca il centrosinistra con le aspirazioni sull’Authority

È ancora una volta attorno alla presidenza dell’Authorità Portuale, che si sviluppa il dibattito politico, anche all’indomani della rovinosa caduta della giunta Saladini. Nessuna forza politica sembra infatti aver digerito le esplicite pressioni dei Ds (in particolare il segretario regionale Zingaretti e quello di federazione Marani) affinché per la guida di Molo Vespucci si proceda alla nomina di Pietro Tidei.
Voci insistenti, poi puntualmente smentite peraltro, ieri mattina davano la nomina per fatta. Per bloccare il tentativo dell’ex deputato della Quercia di insediarsi al porto era già intervenuta nei giorni scorsi la Margherita, che, per bocca del segretario regionale Giorgio Pasetto, aveva chiesto che alla guida di Molo Vespucci andasse una personalità «di alto profilo». Ma a sbarrare la strada per l’Authority sembra intenzionato anche l’ex segretario dei Socialisti Insieme Mario Flamini, che proprio stamani ha avuto con Tidei una accesa discussione, dovuta probabilmente anche alla recente PIETROuscita dello Sdi dalla maggioranza a Santa Marinella. «Quello che non capisco – spiega Flamini – è come mai i Ds sembrino preoccuparsi solo della presidenza dell’Autorità Portuale, come se la caduta della giunta non li riguardasse. Eppure io credo che di cose da discutere ne abbiano un bel po’ visto che gran parte delle colpe di quanto è accaduto sono proprio dei Ds. Non bisogna dimenticare – prosegue – che hanno spaccato il loro partito e anche l’Unione, pur di candidare Saladini, mentre altri, come noi, hanno cercato fino all’ultimo un punto d’incontro. Come se non bastasse hanno imposto a tutta la maggioranza scelte discutibili, senza nemmeno provare a risolvere il caso Cerasa, che alla maggioranza ha causato solo molto imbarazzo. È chiaro che a queste condizioni, rimettere insieme i pezzi dell’Unione non sarà un’impresa facile, anche se per tutti dovrebbe essere l’obiettivo primario. A questo scopo i socialisti intendono interessare gli organismi regionali, affinché si proceda al recupero del codice etico, che stavolta però – conclude Flamini – deve valere per tutti». 
MARIOStasera si è svolto anche il direttivo della Margherita, che è terminato solo in tarda serata. Niente di ufficiale è ancora trapelato, ma sembra che il partito abbia tutte le intenzioni di non cedere sulla presidenza dell’Autorità Portuale, decisione, che, qualora fosse confermata, porterebbe il partito di Rutelli in rotta di collisione proprio con i Ds.

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