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Torre, il Gruppo Sensi punta sul gas

Firmato un protocollo d’intesa con l’Autorità Portuale, disponibile a prorogare la concessione per il terminale off-shore oltre il 2009 Esclusa l’ipotesi rigassificatore: l’impianto servirebbe solo da scambio fra navi e condotta

Firmato un protocollo d’intesa con l’Autorità Portuale, disponibile a prorogare la concessione per il terminale off-shore oltre il 2009 Esclusa l’ipotesi rigassificatore: l’impianto servirebbe solo da scambio fra navi e condotta

CIVITAVECCHIA – «L’Autorità Portuale ha dato al Gruppo Sensi la disponibilità a prorogare la concessione per la torre petrolifera, che scadrà nel 2009, valutando la possibilità di una diverso utilizzo del terminale off-shore, subordinata al rilascio di tutte le autorizzazioni necessarie da parte dei soggetti competenti». Il presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia Fiumicino Gaeta Fabio Ciani commenta così la firma del protocollo d’intesa con il Gruppo Sensi, avvenuta ieri.
«Silvia Sensi – precisa Ciani – ha presentato un progetto di fattibilità tecnico/economica per un impianto che si avvale di nuove tecnologie per l’approvvigionamento del gas naturale. In sostanza, tenendo conto che in base agli accordi originari dal 2009 il Gruppo avrebbe dovuto dismettere la torre con l’entrata in attività della darsena energetico-grandi masse, vista anche la diminuzione del traffico petrolifero, dovuta alla diversificazione dei combustibili utilizzati dai principali clienti delle strutture di approvvigionamento di benzine e petrolio site nel porto di Civitavecchia, l’Autorità Portuale si è dichiarata disponibile a valutare la possibilità di prorogare la concessione per un diverso utilizzo del terminale a mare. Secondo i programmi del Gruppo Sensi, la torre sarebbe trasformata in una piattaforma in grado di ricevere il gas da navi di ultimissima generazione su cui avverrebbe la trasformazione dallo stato liquido a quello gassoso, senza quindi avere bisogno di un ulteriore impianto di rigassificazione, per poi introdurlo nella condotta diretta ai depositi di gas naturale che servono la zona dell’alto Lazio». «Il progetto – conclude Ciani – potrà entrare nella fase operativa quando avrà ottenuto tutti i via libera necessari per quanto concerne l’impatto ambientale e la sicurezza».

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