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Tra Moscherini e Ciani la partita per il territorio

Dietro il ricorso del primo cittadino contro la nomina a presidente dell’Authority. Il dialogo tra Pincio e Molo Vespucci si conferma pieno di difficoltà. A farne le spese rischia di essere la città, sempre più condizionata dal potere economico di un colosso come Enel

Dietro il ricorso del primo cittadino contro la nomina a presidente dell’Authority. Il dialogo tra Pincio e Molo Vespucci si conferma pieno di difficoltà. A farne le spese rischia di essere la città, sempre più condizionata dal potere economico di un colosso come Enel

MOSCHERINIIl ricorso al Tar di Gianni Moscherini contro la nomina di Fabio Ciani alla presidenza dell’Autorità Portuale porta sotto i riflettori della cronaca un conflitto dal cui esito dipenderanno i nuovi equilibri politici ed economici del territorio. Pincio e Authority, negli oltre dieci anni di convivenza, raramente hanno trovato un modus vivendi da cui la città potesse trarre pieno beneficio. Dal 1996, quando a Molo Vespucci è iniziata l’era Moscherini (prima da segretario generale con ampia delega ad occuparsi anche di politica locale, fino all’elezione in Consiglio Comunale, poi da Commissario e da Presidente), si è sempre parlato di ‘‘sviluppo a due velocità’’ e di ‘‘porto chiuso alla città’’. In realtà, se da un lato il ‘‘signore del porto’’ straripava nelle questioni del Comune; dall’altra parte, uscito dal Pincio Pietro Tidei, si è sempre registrata una certa distanza dai problemi dello scalo, con riunioni del Comitato Portuale disertate e con rarissimi interventi sulle questioni di rilevanza per il porto. Oggi, a parti invertite, Moscherini è più che presente: non ha mai nascosto di voler esercitare tutto il proprio potere da Sindaco per ‘‘collaborare’’ con il presidente dell’Autorità Portuale «al completamento della realizzazione del progetto di sviluppo del porto». Nei fatti, finora, i due hanno dialogato molto poco. Ed il ricorso contro la nomina appare come un vero e proprio guanto di sfida, soprattutto tenendo conto delle motivazioni addotte dal Sindaco e relative più «alle linee programmatiche di Ciani, che frenerebbero lo sviluppo, a partire dalla realizzazione del terminal Cina» che a questioni giuridiche e procedurali, che esistono e che potrebbero far accogliere il ricorso. Ciani commissario sarebbe comunque, in attesa di un nuovo iter di nomina, notevolmente ‘‘depotenziato’’, se non altro nell’immaginario collettivo di una città che nell’Autorità Portuale vede – a torto o ragione – un potere addirittura più forte di quello del Comune, se non altro sotto l’aspetto economico. E in un territorio dove c’è fame di lavoro, dal profilo di una realtà da profondo sud, chi governa il sistema delle imprese, dell’occupazione, dell’economia conta più della politica, che deve fare i conti con se stessa: con gli appetiti di partiti, correnti e singoli esponenti da saziare, con le necessità di visibilità e di creazione del consenso che non toccano un ente come l’Authority. Il Sindaco, dunque, ha fatto la prima mossa, subito bissata dalla presa di posizione sulla Privilege Yard, un problema che riguarda in primis proprio l’Autorità Portuale, come lo stesso Moscherini sa bene, avendo firmato, da commissario, la concessione dell’area. Ciani, nel frattempo divenuto il fulcro del rinnovamento locale del centrosinistra attorno al quale si sta formando il Partito Democratico, almeno pubblicamente, per ora non risponde. Ma è chiaro che un conflitto istituzionale di questo genere non giova a nessuno e, soprattutto, non giova alla città. Dove, in una situazione del genere, l’unico potere forte che emerge è quello di un colosso come Enel, che può condizionare sindaci, consiglieri e presidenti e dal quale dipendono anche gli equilibri politici: Enel non può prescindere dal dialogo con il Comune, che a sua volta ha bisogno assoluto della convenzione per il suo bilancio, mentre in porto la spa è già in ritardo con le opere per la banchina di approvvigionamento del carbone. E’ su questa delicatissima ragnatela di rapporti istituzionali che Civitavecchia si gioca il suo futuro.

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