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Tribunale, il presidente è Mario Almerighi

La decisione è stata assunta  dal plenum del Csm, con 13 voti favorevoli. Ex Presidente di Sezione Penale del Tribunale di Roma, cagliaritano, 69 anni, è in magistratura da 37 anni. Ha ottenuto un voto in più di Gargani, il cui fascicolo relativo all'inchiesta di Potenza è stato archiviato nei giorni scorsi

La decisione è stata assunta  dal plenum del Csm, con 13 voti favorevoli. Ex Presidente di Sezione Penale del Tribunale di Roma, cagliaritano, 69 anni, è in magistratura da 37 anni. Ha ottenuto un voto in più di Gargani, il cui fascicolo relativo all'inchiesta di Potenza è stato archiviato nei giorni scorsi

ALMERIGHIdi BARBARA LA ROSA

Mario Almerighi è il nuovo Presidente del Tribunale di Civitavecchia. La decisione è stata assunta ieri dal plenum del Csm che, con 13 voti favorevoli, ha espresso la propria preferenza per l’ oramai ex Presidente di Sezione Penale del Tribunale di Roma. Cagliaritano, 69 anni, in magistratura da 37 anni, Almerighi è tra i fondatori di una delle correnti di sinistra delle toghe: il Movimento per la giustizia. Pretore d’assalto negli anni ‘70, a Genova ha ricoperto anche le funzioni di Consigliere del Csm. Nell’83 è diventato giudice del Tribunale di Roma, dove dal ‘98 presiede una delle sezioni. Appoggiato dai togati delle correnti di sinistra, Md e il Movimento per la giustizia, assieme al collega di Magistratura indipendente Romano, dal Pg della Cassazione Delli Priscoli, dai quattro laici di centrosinistra Siniscalchi, Volpi, Tinelli e Vacca, il Magistrato ha sconfitto per un solo voto il suo avversario in lizza per la poltrona di Presidente Angelo Gargani. Quest’ ultimo era stato posto sotto inchiesta, assieme al fratello Giuseppe, europarlamentare e responsabile giustizia per Forza Italia, con l’ accusa di aver orientato una decisione del Consiglio di Stato su un ricorso relativo alla nomina di Primo Dirigente del Tribunale di Civitavecchia. Il procedimento, avviato dal pm di Potenza John Henry Woodcock, ma poi trasferito a Roma per competenza, è terminato due giorni fa, quando il Gip di Roma ha deciso di archiviare la posizione dei due indagati.

CHI E’ MARIO ALMERIGHI – Negli anni ’70 e’ stato uno dei pretori d’assalto; nel 1998, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati per sole 48 ore, visto che dovette dimettersi per le polemiche suscitate da una sua intervista al Corriere della Sera. Oggi Mario Almerighi,69 anni, cagliaritano, tra i fondatori del Movimento per la giustizia, una delle correnti di sinistra delle toghe, è stato nominato dal plenum del Csm, a strettissima maggioranza, con un solo voto di scarto, presidente del tribunale di Civitavecchia. La decisione ha ribaltato l’indicazione che era venuta dalla Commissione per gli incarichi direttivi di Palazzo dei marescialli, che aveva assegnato solo due voti ad Almerighi contro i tre che erano andati al suo diretto concorrente Angelo Gargani, vice capo del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria al ministero della Giustizia sino all’ottobre scorso. In plenum, invece, Almerighi ha ottenuto 13 voti, contro i 12 toccati a Gargani. A favore di Almerighi hanno votato i gruppi del Movimento per la Giustizia, di Magistratura democratica, dei laici del centro-sinistra (ma il vice presidente del Csm, Nicola Mancino, ha votato per Gargani); il procuratore generale della Cassazione, Mario Delli Priscoli, e il consigliere di Magistratura Indipendente, Giulio Romano. Per Gargani si sono invece espressi, oltre a Mancino, i consiglieri di Unicost; 2 su tre dei consiglieri di Magistratura Indipendente e i laici della Cdl. Soddisfatto il relatore Bernardo Petralia (Movimento per la Giustizia):”Sono molto contento della designazione di Almerighi perché ha carattere, entusiasmo e anima da spendere”. La proposta della Commissione risaliva al dicembre scorso. Ma era stata “congelata” in seguito al coinvolgimento di Gargani in un’inchiesta, archiviata due giorni fa dal gip di Roma, in cui il magistrato con il fratello Giuseppe, europarlamentare di Forza Italia, erano accusati di aver orientato una decisione del Consiglio di Stato su un ricorso relativo proprio alla nomina del presidente del tribunale di Civitavecchia. L’indagine era partita dal pm di Potenza John Woodcock e trasferita poi per competenza nella capitale.

LE FELICITAZIONI DI GASBARRA E MARRAZZO – “Rivolgo a nome mio e della Giunta provinciale i più sinceri auguri per il nuovo e prestigioso incarico, che le è stato conferito alla guida del Tribunale di Civitavecchia, che sono certo saprà svolgere con l’alta professionalità e competenza giuridica che hanno contraddistinto la sua carriera al servizio dello Stato”. Sono queste le parole contenute nel messaggio che il presidente della Provincia di Roma, Enrico Gasbarra, ha inviato a Mario Almerighi nominato oggi dal Consiglio Superiore della Magistratura, presidente del tribunale di Civitavecchia.

Il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo esprime a Mario Almerighi le sue “vive felicitazioni per l’incarico ottenuto dal Csm a presidente del Tribunale di Civitavecchia”. “Nell’augurargli buon lavoro – dichiara Marrazzo – sono certo che nel suo nuovo ufficio impiegherà tutta la perseveranza e il senso dello Stato che hanno caratterizzato la sua carriera in Magistratura”.

GARGANI, INCHIESTA ARCHIVIATA – Archiviate a Roma le posizioni dei fratelli Angelo e Giuseppe Gargani, il primo magistrato e già vicedirettore del Dipartimento organizzazione giudiziaria del ministero della giustizia, il secondo europarlamentare e responsabile giustizia di Forza Italia, nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte irregolarità legate alla nomina del presidente del tribunale di Civitavecchia. A disporre l’archiviazione, su richiesta del pubblico ministero Angelantonio Racanelli, è stato il Gip Orlando Villoni. Gli accertamenti erano scaturiti da una iniziativa del pubblico ministero di Potenza, Henry John Woodcock trasmessi per competenza nella Capitale. I due fratelli Gargani erano indagati per abuso d’ufficio e rivelazioni di segreto d’ufficio. L’ipotesi di lavoro degli inquirenti ha riguardato presunte interferenze volte ad orientare la decisione del Consiglio di Stato per la nomina di Angelo Gargani al tribunale di Civitavecchia. La circostanza sarebbe emersa da una telefonata intercettata nella quale un altro magistrato candidato alla massima carica della sede giudiziaria di Civitavecchia, Vincenzo Barbieri, parlava di Gargani accusandolo di avere pilotato la decisione del consiglio di Stato grazie alle conoscenze del fratello. Circostanze, queste, che per la procura di Roma non hanno trovato riscontro. Da qui la richiesta di archiviazione accolta dal Gip Villoni.

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