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Tvn, polemiche dopo l&rsquo;ennesimo incidente <br />

Un tirante di 100 kg è caduto da 70 metri di altezza sfiorando alcuni operai a lavoro al secondo gruppo. I sindacati confederali mettono in dubbio la sicurezza all’interno dell’area. Domani è in programma la riunione del Tavolo Permanente. Ma il Prc propone di imporre un’attenzione nazionale sul cantiere più grande di Italia, coordinando l’azione di Comune, Provincia e Regione

Un tirante di 100 kg è caduto da 70 metri di altezza sfiorando alcuni operai a lavoro al secondo gruppo. I sindacati confederali mettono in dubbio la sicurezza all’interno dell’area. Domani è in programma la riunione del Tavolo Permanente. Ma il Prc propone di imporre un’attenzione nazionale sul cantiere più grande di Italia, coordinando l’azione di Comune, Provincia e Regione

CIVITAVECCHIA – «Un incidente che alimenta in noi molta apprensione circa l’efficacia di quanto ci riferisce l’azienda in merito ai nuovi interventi relativi alla messa in sicurezza del cantiere». Esprimono preoccupazione i segretari di Cgil, Cisl e Uil Boriello, Barbera e Di Marco, all’indomani dell’ennesimo incidente, questa volta fortunatamente senza gravi conseguenze, avvenuto all’interno del cantiere Enel di Torrevaldaliga Nord. «Probabilmente la situazione della sicurezza nell’area – hanno spiegato – nata su un programma di lavorazioni diverse dalle attuali, andrebbe radicalmente riesaminata e rielaborata». E l’incidente di ieri mattina soltanto per una pura fatalità non ha causato un’altra tragedia a Tvn, dopo quella avvenuta un mese e mezzo fa, quando perse la vita l’operaio 31enne civitavecchiese Michele Cozzolino. A precipitare a terra, da circa 70 metri di altezza, è stato un tirante di oltre 100 chili di peso, caduto peraltro a poca distanza da alcuni operai a lavoro sul secondo gruppo. L’allarme sicurezza lo lancia anche Rifondazione Comunista. «Non è possibile che a un mese e mezzo dalla morte di Cozzolino, nonostante le agguerrite prese di posizioni e gli impegni seguiti all’incidente, non si sia registrato alcun serio progresso al riguardo – spiegano – le condizioni di rischio all’interno del cantiere permangono immutate, così come le relative cause già più volte denunciate: le centinaia di imprese, le migliaia di persone impegnate contemporaneamente e i ritmi di lavoro serrati, unitamente agli appalti al ribasso, al proliferare del subappalto e alla diffusa precarietà, producono una situazione insostenibile sul piano della sicurezza, aggravata da inadeguate tecniche di costruzione e di organizzazione delle attività». Intanto domani è in programma la riunione del Tavolo Permanente della Sicurezza. «In quest’occasione – aggiungono i sindacati – dopo un confronto avuto con le categorie dei meccanici, elettrici, edili e chimici, chiederemo ad Enel di fare un punto sulla situazione attuale della sicurezza, perché sembrerebbe che ad oggi non tutto quello concordato nella scorsa riunione sia stato pienamente attuato». Non serve però solo il tavolo a livello locale. «Bisogna imporre un’attenzione nazionale sul più grande cantiere italiano – aggiungono dal Prc – serve coordinare l’azione tra comune, provincia e regione, serve rallentare i lavori, rivedere la tempistica, gli appalti e i piani di sicurezza, serve pretendere risorse per le attività di controllo che devono essere incrociate e sistematiche, e serve inoltre rimuovere i responsabili di questa situazione».

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