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Ucciso da un tubo caduto da 67 metri

La vittima, Michele Cozzolino, si era chinata per allacciarsi una scarpa durante la pausa pranzo. Il cilindro d’acciaio è scivolato passando per una fessura di 10 cm, tra l’impalcatura e la struttura. A Tvn lavori fermi almeno fino agli inizi della prossima settimana. I sindacati chiedono più sicurezza. L'Enel: "Tragica fatalità".

La vittima, Michele Cozzolino, si era chinata per allacciarsi una scarpa durante la pausa pranzo. Il cilindro d’acciaio è scivolato passando per una fessura di 10 cm, tra l’impalcatura e la struttura. A Tvn lavori fermi almeno fino agli inizi della prossima settimana. I sindacati chiedono più sicurezza. L'Enel: "Tragica fatalità".

CIVITAVECCHIA – Che si tratti di tragica fatalità o di prevedibile conseguenza di una mancata sicurezza all’interno del cantiere di Torrevaldaliga Nord in questo momento poco importa. Davanti alla morte di una ragazzo di 31 anni, con moglie incinta di sette mesi ed un’altra figlia di soli 7 anni, si riflette e ci si ferma. Come hanno fatto gli operai del cantiere, appena saputo del tragico incidente in cui ha perso la vita Michele Cozzolino. Il ragazzo, originario di Torre del Greco, ma a Civitavecchia da quasi 20 anni, era un elettrico e stava lavorando al terzo gruppo del cantiere. Erano circa le 11.50 quando Cozzolino, dipendente della ditta Ceit, si stava recando in mensa per la pausa pranzo. Un tubo Innocenti della lunghezza di un metro e ottanta, caduto 67 metri di altezza, moltiplicando così il proprio peso, l’ha colpito in pieno, prima sul capo, poi sulla tempia destra. Il ragazzo, che si era fermato nel vialetto per allacciarsi una scarpa con i guanti da lavoro ancora indosso, è stato investito dal tubo e, nonostante avesse regolarmente il casco protettivo, è morto sul colpo, davanti agli occhi esterefatti dei colleghi. Sul posto, oltre alla dirigenza di Enel, che ha anche avviato una accurata indagine interna per verificare l’esatta dinamica dei fatti, si sono recati i Carabinieri, insieme al sostituto procuratore di turno, Alessandra Provazza, e al medico legale Cristiano Caringi che però, solo nella giornata di oggi, effettuerà l’esame esterno sul corpo, trasferito all’obitorio dell’ospedale San Paolo. Intanto dalla Procura è stata aperta un’inchiesta ma, almeno per il momento, non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati. Secondo le prime ricostruzioni, effettuate dagli inquirenti prima che venisse interdetta l’area interessata, il tubo sarebbe scivolato da una fessura di circa 10 cm che separa la struttura vera e propria dal ponteggio allestito per effettuare i lavori. Immediatamente sul posto è giunto il fratello più piccolo di Michele, avvertito probabilmente da un collega. Tra le lacrime e la disperazione, raccogliendo la vicinanza degli altri operai, il fratello del ragazzo ha visto bloccarsi il cantiere, di fronte alla tragedia. I sindacati e le Rsu hanno indetto immediatamente un’ora di sciopero, per rivendicare all’azienda un impegno più forte e puntuale sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. «E continueremo – ha spiegato il segretario della Cgil Franco Boriello – almeno finché le condizione del cantiere non torneranno a norma. Abbiamo più volte denunciato quanto accade a Tvn, con ritmi elevati delle lavorazioni, sovrapposizioni, ore lavorate che vanno ben oltre quanto previsto dalle leggi e dai contratti: fatti che vanificano le più concrete e buone intenzioni nell’applicazione delle norme di sicurezza». Ieri pomeriggio alle 15, nei locali mensa del centiere, si è svolto un incontro proprio tra i sindacati e la dirigenza dell’Enel, con gli ingegneri Fontecedro e Gorga in prima fila, a ribadire la sicurezza all’interno dell’area. I sindacati li hanno invitati nuovamente per l’inizio della prossima settimana, «per una trattativa seria – hanno spiegato – intanto i lavori sono fermi fino a quel giorno». Diverse le reazioni, oltre alla vicinanza alla famiglia, che si sono accavallate a seguito dell’incidente. «Bisogna riattivare le riunioni dell’osservatorio sui problemi di lavoro nel cantiere, previsti dalla convenzione» ha spiegato l’assessore De Sio. «Un lutto cittadino» hanno aggiunto dalla Filt Cgil, che ha parlato di una morte quasi annunciata, come spiegato anche da Enrico Luciani. E se l’assessore regionale al Lavoro Tibaldi ha chiesto subito un tavolo sulla sicurezza, il presidente Marrazzo l’ha definita una questione irrinunciabile.

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