Pubblicato il

Una cellula della camorra operativa in città

Nella notte è scattata l'operazione Nerone, che ha portato ad altri 7 fermi con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga con l'aggravante di aver agevolato sul territorio l'associazione di stampo camorristico di Torre Annunziata Gallo - Cavaliere. Nuova ordinanza di custodia anche per i 5 già arrestati lo scorso 16 giugno

Nella notte è scattata l'operazione Nerone, che ha portato ad altri 7 fermi con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga con l'aggravante di aver agevolato sul territorio l'associazione di stampo camorristico di Torre Annunziata Gallo - Cavaliere. Nuova ordinanza di custodia anche per i 5 già arrestati lo scorso 16 giugno

Sono 7 le persone tratte in arresto dai carabinieri del nucleo operativo di Civitavecchia durante l’operazione Nerone scattata nella serata di ieri  e che ha portato, insieme alle altre effettuate nelle scorse settimane, a sgominare una vera e propria cellula camorristica operante nel nostro territorio. A finire in manette Andrea Capretti, 33 anni, Luigi Piscopo, 27 anni, Emiliano Branco, 32 anni, Luca Mazza, 30 anni, Antonio Borriello, 29 anni, Marco Gasparri, 32 anni, tutti residenti a Civitavecchia e Alessandro Cresta, 33 anni, residente a Passoscuro. Gli arrestati sono reclusi nel carcere di Aurelia con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga con l’aggravante di aver agevolato sul territorio l’associazione di stampo camorristico di Torre annunziata Gallo-Cavaliere. Peraltro i figli e il nipote del capoclan Pasquale Gallo erano stati arrestati a Civitavecchia nelle scorse settimane. A queste sette persone si aggiungono poi le nuove ordinanze di custodia cautelare già eseguite l’8 luglio ai danni di Pietro Aurino, Stefano Branco, Daniele Medori, Natale Cherillo e Danilo Costanzi (a quest’ultimo sono stati concessi i domiciliari), già arrestati il 16 giugno scorso e trasferiti nel carcere romano di Rebibbia. L’operazione Nerone (denominata così per via della facilità con cui alcuni soggetti reperivano materiale esplosivo per effettuare attentati dinamitardi e atti intimidatori) è stata coordinata dal pm Giovanni Di Leo della Procura presso la Direzione distrettuale Antimafia di Roma e dal pm Edmondo De Gregorio della Procura della Repubblica di Civitavecchia. Le indagini – come ha spiegato il comandante della Compagnia di Civitavecchia, il capitano Mauro Izzo – hanno preso avvio da tre atti intimidatori effettuati ai danni di un imprenditore locale operante nel settore dei trasporti marittimi. I militari dell’Arma, da qui, hanno orientato la ricerca degli autori degli attentati all’interno dell’attività dell’imprenditore come sponsor di alcuni pugili locali, tra i quali Pietro Aurino. In particolare gli inquirenti ritenevano che il tutto fosse collegato ad una sponsorizzazione negata dall’imprenditore nei confronti dei due pugili nel periodo corrispondente al primo attentato del maggio 2005. Sulla base di tali elementi, i Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia, in conseguenza della gravità dei gesti intimidatori e dell’uso di più armi da sparo, dietro il coordinamento delle due Procure, hanno iniziato un’ apposita e mirata attività info-investigativa sia con tradizionali strumenti (servizi di osservazione, pedinamento e controlli) che con l’ausilio di sofisticati supporti tecnici. Gli esiti dell’attività (durata oltre 8 mesi) hanno evidenziato l’esistenza a Civitavecchia di un gruppo di persone stabilmente organizzate e dedite alla commissione di estorsioni ed in particolare al traffico di stupefacenti. Tra di essi Pietro Aurino, Francesco Cherillo e suo figlio Natale, esponenti della criminalità organizzata di Torre Annunziata operanti anche nella zona di Civitavecchia ed in grado di procurare con i loro contatti rilevanti quantitativi di sostanze stupefacenti di diversa natura. L’attività di intercettazione inoltre ha evidenziato un rapporto del gruppo con le armi estremamente facile e disinvolto ed il possesso delle stesse con una collaterale organizzazione di appoggio che ne assicurava la detenzione in luoghi sicuri. E’ emersa inoltre una complessa rete di contatti con spacciatori locali incaricati di distribuire al dettaglio ed all’ingrosso i rilevanti quantitativi di stupefacenti che Aurino era in grado di acquisire nel napoletano e centri limitrofi. Il gruppo poi ha caratterizzato la sua presenza a Civitavecchia con una serie di episodi criminosi come l’aggressione ed il pestaggio operato da Stefano Branco, Daniele Medori e Pietro Aurino nei confronti del cognato del dell’imprenditore marittimo di Civitavecchia che era testimone della responsabilità del gruppo per gli attentati al congiunto. E poi la rapina ai danni di un immobiliarista di Roma avvenuta presso l’abitazione di campagna di Branco e ancora l’incendio (oggetto di contestazione specifica a Stefano Branco in seguito al tenore inequivocabile di alcune conversazioni intercettate) dell’abitazione di un agente di polizia di Civitavecchia che svolgeva le indagini nei confronti di Branco stesso. E infine il rinvenimento nel corso delle operazioni investigative di ben 110 ordigni esplosivi ad elevato potenziale detenuti nascosti da Medori in un locale nella sua disponibilità e da lui usati in più circostanze. «Lo stesso Medori – ha aggiunto il comandante – fabbricava tali eslosivi inserendo camere d’aria all’interno della miccia, che fungevano da detonatore». Questi episodi sono ancora al vaglio dei militari dell’Arma. Così come l’indagine, come confermato dallo stesso capitano Izzo, non può dirsi ancora conclusa. Tra l’altro l’attività investigativa ha permesso di ricostruire la dinamica del ferimento di Daniele Medori, avvenuto a giugno, e che dallo stesso era stato denunciato come ad opera di ignoti. «Secondo quanto è stato appurato – ha spiegato il comandante della Compagnia – Medori chiese a Stefano Branco di colpirlo con l’ arma da fuoco al fianco per simulare l’attentato, con la complicità di Aurino, verosimilmente per evitare il regime carcerario al quale temeva di essere sottoposto». Domani alle 12 si terrà l’interrogatorio di garanzia, in rogatoria, per tutti gli arrestati che saranno assistiti dagli avvocati Daniele Barbieri (Emiliano Branco) Salvatore Sciullo e Alessandra Cola (Piscopo), Giuseppe Cicoria (Capretti), Teresa Calbi (Mazza), Giovanni Spanu (Borriello).

ULTIME NEWS