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Unione, riparte il tavolo ma senza i Ds

I rappresentanti della Quercia disertano l'incontro di ieri sera, che alla fine è stato solo interlocutorio. Petrarolo: «La lettera contro Tidei è un affronto a tutto il partito». Replica Flamini: «Partono col piede sbagliato»

I rappresentanti della Quercia disertano l'incontro di ieri sera, che alla fine è stato solo interlocutorio. Petrarolo: «La lettera contro Tidei è un affronto a tutto il partito». Replica Flamini: «Partono col piede sbagliato»

di MARCO SETACCIOLI

Colpo di scena ieri sera al tavolo dell’Unione riunitosi a conclave presso la sede del Circolo Massimo Pelosi di Rifondazione Comunista. L’incontro, il primo dopo oltre un anno di divisioni, è stato infatti disertato dai Ds (inclusi i dissidenti della Mussi) e si è quindi trasformato in un appuntamento interlocutorio dove le varie forze politiche hanno sostanzialmente tastato il terreno per la ricomposizione della compagine del centro sinistra. Nel corso dell’incontrom si legge nella nota «tutti i partiti hanno sottolineato la necessità di arrivare ad un forte senso di responsabilità che ponga fine a litigi e frantumazioni in quanto l’unità che serve non può prescindere da valori condivisi da tutto il centrosinistra.
La cornice dentro la quale ci muoveremo dovrà necessariamente essere rappresentata dalla unanime condivisione dei valori di onestà, etica e morale nella politica che dovranno contraddistinguere i nostri metodi di governo. L’unità si costruirà sul programma, con l’impegno ed il lavoro di tutte le forze politiche presenti al tavolo dell’Unione. In particolare, ribadiamo la volontà di arrivare insieme alla stesura del programma e alla scelta del candidato sindaco». Fermo comunque l’invito ai Ds a partecipare alle prossime riunioni. Invito che potrebbe però cadere nel vuoto, visto quanto dichiarato dal segretario Sebastiano Petrarolo in una nota inviata nella tarda serata di ieri, a riunione già chiusa. Il capo dell’esecutivo della Quercia ha fatto sapere che la responsabilità della mancata partecipazione dei Ds all’incontro va ricercata nella lettera inviata ai Partiti Nazionali e ai ministri competenti per bloccare la candidatura di Pietro Tidei alla presidenza dell’Autorità Portuale. «Si è trattato di un affronto che non colpisce solo l’onorevole Tidei, ma l’intero Partito – dice Petrarolo – ad ogni livello istituzionale, cioè a dire locale, federale, regionale, nazionale. Non è così che si costituisce il clima propizio per avviare, come noi vogliamo, la ripresa del dialogo e del confronto dopo la lunga e amara interruzione elettorale».
Parole che fanno sorgere legittimi dubbi sulla possibilità di trovare un accordo convincente e che scatenano le prime reazioni, a partire da quella dell’ex segretario socialista Mario Flamini.
«Il messaggio che continuiamo a lanciare ai Ds – spiega Flamini – è quello di unità, ed infatti alla riunione di ieri, che loro hanno scelto di disertare, non si è deciso nulla. Ritenevamo che fosse in corso un dibattito aperto e franco e non che si potesse arrivare a questo. Ci dicano ora i Ds cosa si aspettano dall’Unione. Forse vogliono che tutti i partiti tornino sui loro passi? Vogliono che chiedano scusa per aver espresso una posizione politica comune? Il fatto che si pensi di poter identificare un partito con una sola persona è un elemento che dovrebbe destare qualche preoccupazione. Anche perché – conclude Flamini – se i Ds pensano che la ripresa del dialogo debba essere subordinata alla risoluzione della “questione Tidei”, partono di certo col piede sbagliato».

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