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Vandali e teppisti, la complice inerzia di tutti

Ad ogni nuovo muro imbrattato, cassonetto rovesciato o bruciato, lampione rotto o, come l’altra sera, vetri d’auto infranti, si rinnova il trito rituale delle vuote indignazioni, delle sterili condanne e degli inutili biasimi che, se producono un effetto, è solo quello di veicolare un ennesimo messaggio di impotenza contro questa inciviltà dilagante. Ed è per ciò che chiunque si ritenga civile e costumato (ma soprattutto i preposti istituzionali al buon vivere urbano) dovrebbe spendersi in un momento di autocritica sul come e quanto la nostra fatalistica inerzia collettiva possa farsi complice passiva di queste bravate. La prima causa è l’incultura diseducativa di quelle famiglie o genitori, arrabbiati “sindacalisti dei figli” , sempre acriticamente pronti a giustificare. Esiste ancora l’educazione civica? E noi singoli cittadini? In quanti abbiamo chiamato il 112 o 113 o i Vigili in occasioni di casuale assistenza ad atti di teppismo? E con i preposti istituzionali all’ordine pubblico, come la mettiamo ? Non sarà che proprio al loro scarso impegno in questo campo dobbiamo quell’impunità “garantita” di cui godono i nostri “guastatori”, a parità con i “colleghi” topi di ville ed appartamenti o incendiarii d’auto e motorini? E sì che in molti casi sono pur noti anche i punti di raduno e partenza di certe spedizioni! Oppure questi tipi di reati “minori” ( per loro !) non meritano attenzione più che la caccia al clandestino o a “tuguri” nascosti ? Una proposta di prevenzione, intanto, che sottoporrei all’attenzione dell’Amministrazione Comunale sarebbe di attrezzare le zone particolarmente “attraenti” per la teppaglia con efficaci impianti di videosorveglianza : un “grande fratello” spione sarebbe certamente un sicuro deterrente, ma più ancora un inconfutabile testimone a carico per successive denunce che non dovrebbero, però, poi, a loro volta cadere nella supina tolleranza anche della magistratura!
Gennaro Goglia

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