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Verdi: "La sede dell'Arci era un luogo ideale per i disabili"

CIVITAVECCHIA – Quale soluzione potrebbe essere migliore per persone diversamente abili se non quella di una struttura all’interno di un parco? Se lo domandano i Verdi di Civitavecchia preoccupati per la sorte dei ragazzi fino a l’altroieri ospitati nella sede Arci all’interno del parco Yuri Spigarelli. Fino a quando cioè i vigili urbani, eseguendo l’ordinanza di sgombero del sindaco Moscherini, non hanno apposto i sigilli all’ingresso della struttura dell’associazione, giudicata inagibile. «Nella disattenzione generale – dichiara la Federazione dei Verdi della città – si consuma il dramma della chiusura con sigilli della struttura dell’Arci di San Gordiano, privando della sua sede naturale un’organizzazione che nella nostra città ha sempre operato in favore dei più deboli. Il fatto che in città esistano strutture appena liberate da servitù di carattere militare può forse aprire delle soluzioni alternative: ammesso che davvero lo si voglia e salva comunque la considerazione che difficilmente l’alternativa offrirà condizioni logistiche altrettanto adatte a persone diversamente abili, quali sono invece quelle di un locale circondato da un parco».
I Verdi, da parte loro, approvano l’idea di un Consiglio comunale aperto in cui poter discutere del destino dell’Arci e dell’associazione Civitabella, attualmente senza una struttura dove poter andare: «Concordiamo con la proposta di un Consiglio comunale aperto – affermano – che magari richiami dalla catalessi in cui è caduto il Consiglio comunale istituzionalizzato. Affinché agli annunci del “fare” seguano finalmente dei “fatti” utili per la comunità cittadina e problemi tutto sommato abbastanza risolvibili come quello che colpisce l’Associazione Civitabella trovino sollecita e buona soluzione».

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