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Vincono i tatticismi e l’Unione s’impantana

Il tavolo imbrigliato dalla questione del candidato sindaco: non c’è accordo tra i partiti. La ‘‘doppietta’’ dei Ds fa storcere la bocca agli altri, La Margherita preferisce non sbilanciarsi ancora, mentre Garofano e Ambiente e Lavoro restano fermi sui loro nomi

Il tavolo imbrigliato dalla questione del candidato sindaco: non c’è accordo tra i partiti. La ‘‘doppietta’’ dei Ds fa storcere la bocca agli altri, La Margherita preferisce non sbilanciarsi ancora, mentre Garofano e Ambiente e Lavoro restano fermi sui loro nomi

UNIONE

di MATTEO MARINARO

Ancora una volta niente di fatto. L’Unione, anche all’ultimo tavolo si è arenata, come era ampiamente previsto, sulla candidatura a sindaco, sulla quale non c’è ancora accordo nel centro sinistra. Le critiche dei partiti si sono concentrate soprattutto sui Ds, che non hanno di fatto rispettato l’accordo di presentarsi al tavolo con un solo nome. «La doppia candidatura di Nicola Porro e Rina Romagnoli – hanno però spiegato i rappresentanti della Quercia – costituisce un arricchimento per l’Unione».
Ma nel centro sinistra evidentemente non sono in molti a pensarla così. Allo stesso modo ha destato più perplessità che sorpresa l’atteggiamento attendista della Margherita, che invece di nomi non ne ha ancora fatti, almeno ufficialmente, nonostante l’interminabile fase congressuale sia ormai alle spalle. A dir la verità la vittoria di Carluccio al congresso ha reso ipotizzabili alcuni nomi, che però il partito di Rutelli non vuole rivelare. A farla da padrone sono quindi ancora una volta i tatticismi, davanti ai quali anche i partiti come Rifondazione e Comunisti Italiani, che avevano garantito l’appoggio a Marco Piendibene, dopo il passo indietro fatto dal leader di Unione Democratica, non sembrano ancora aver trovato un candidato che li rappresenti (nonostante il nome di Nicola Porro sia quello considerato vicino alle posizioni della sinistra), mentre i cugini di Ambiente e Lavoro restano fermi sul nome di Flaminia Tosini. Irremovibile infine anche la candidatura socialista di Mario Flamini, che forse ora paga lo scotto di una partita a scacchi che ancora una volta si gioca a tre, tra Ds, Margherita e la sinistra radicale. L’Unione comunque si è concessa altre 24 ore di tempo, mentre per la scelta finale la data fissata è quella del 18 marzo.
Intanto la Margherita pare aver deciso di voltare pagina dopo la lunga fase congressuale conclusasi con la riconferma del coordinatore uscente Valentino Carluccio. Nel corso della prima direzione lo stesso Carluccio ha auspicato che nel partito torni a regnare uno spirito di serenità e che prevalga una linea politica capace di portare la stessa Margherita e tutta l’Unione alla vittoria alle prossime elezioni. Proprio in merito alla partecipazione al tavolo, il partito ha anche deciso di valutare ancora l’opportunità di mettere a disposizione del centro sinistra un proprio nome, rispetto ad una volontà aggregante ed unitaria di tutta la coalizione. La direzione, in conclusione, ha anche approvato un ordine del giorno, che sarà inviato agli organismi nazionali, regionali e provinciali del partito, nel quale si esprime sostanzialmente l’invito a procedere con velocità alla scelta del nuovo presidente dell’Autorità Portuale, nomina che il partito, si legge nella nota, ritiene cruciale per l’assetto politico-economico del territorio. Affermazioni che arrivano proprio mentre voci sempre più insistenti vedono l’assessore regionale della Margherita Fabio Ciani in pole position per come nuovo numero uno di Molo Vespucci.

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