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Volantini diffamatori fuori le scuole, intervento dei CC

Lo si era visto già alle prime battute, con danni ai gazebo o guerra dei manifesti, ma adesso che siamo agli sgoccioli questa campagna elettorale si dimostra ancora più velenosa. L’ultimo episodio è accaduto l’altra mattina fuori diversi istituti scolastici cittadini. Presso i plessi di istruzione superiore di via dell’Immacolata, infatti, sono stati consegnati molti volantini ‘‘elettorali’’. Peccato fossero però ai «limiti della diffamazione politica e indirizzati, per la maggioranza, a ragazzi minorenni» come ha sottolineato l’avv. Roberta Sacco, candidata nella Lista Moscherini, che ha denunciato l’accaduto. Il tutto si sarebbe risolto con l’arrivo di una pattuglia dei Carabinieri, allertati da alcuni genitori. I militari dell’Arma hanno identificato le persone impegnate nella distribuzione dei volantini, tutte appartenenti al Coordinamento Giovani per l’Unione, e ritirato il materiale propagandistico per valutare eventuali ipotesi di reato a danno dei soggetti indicati nel volantino. «Il diritto all’informazione è un diritto riconosciuto anche a tutti i minori e deve essere inteso come possibilità di venire a conoscenza delle cose che accadono senza limitazioni o filtri che possano impedirne l’autonomia di pensiero o fuorviarne la libera autodeterminazione – ha spiegato l’avvocato, che peraltro si occupa proprio di diritto di famiglia e tutela dei minori – la politica non è estranea a questo tipo di tutela: bisogna porre particolare attenzione alla influenza ed agli effetti che messaggi sbagliati possono avere su bambini ed adolescenti. E’ necessario informare con responsabilità e con sensibilità il pubblico più giovane, in modo tale da tutelare anche il benessere morale oltre che quello fisico e psichico, evitando di proporre modelli che possano nuocere ad un equilibrato sviluppo della personalità di cui un aspetto importante è proprio la coscienza critica ed il modo di esprimere le proprie opinioni. La polemica tra avversari di contrapposti schieramenti deve esprimersi in valutazioni, argomentazioni ed opinioni che non degenerino in attacchi personali e manifestazioni offensive dell’altrui reputazione».

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