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Willy, il ‘‘piccolo’’ capodoglio si è spiaggiato a Tarquinia

E’ stato ritrovato stamattina nel tratto di costa davanti al camping Riva dei Tarquini. Sul posto il veterinario Asl e tutte le forze dell’ordine Bagnanti e curiosi lo hanno fotografato. Finirà il suo viaggio presso l’inceneritore di Latina Triste epilogo per il cetaceo:potrebbe essere rimasto vittima di una nave durante i consueti giochi in acqua oppure imbrigliato nelle reti

E’ stato ritrovato stamattina nel tratto di costa davanti al camping Riva dei Tarquini. Sul posto il veterinario Asl e tutte le forze dell’ordine Bagnanti e curiosi lo hanno fotografato. Finirà il suo viaggio presso l’inceneritore di Latina Triste epilogo per il cetaceo:potrebbe essere rimasto vittima di una nave durante i consueti giochi in acqua oppure imbrigliato nelle reti

CAPODOGLIOTARQUINIA – Dopo momenti di gloria, finirà polvere presso l’inceneritore di Latina. Willy, il ‘‘cucciolo’’ di capodoglio avvistato sabato notte da un gruppo di pescatori mentre galleggiava morto al largo del mare di Montalto, ha finito il suo viaggio lunedì notte, quando la corrente del mare lo ha condotto fino alla riva etrusca. Stamattina, con grande sorpresa dei bagnanti, è stato ritrovato sulle rive di Tarquinia, nel tratto di costa all’altezza del campeggio Riva dei Tarquini e subito riconosciuto. Domenica, infatti, gli uomini della Capitaneria di porto insieme al veterinario della Asl lo avevano rintracciato a sei miglia dalla costa ed analizzato: un cucciolo maschio di quasi sei metri di lunghezza e circa 20 quintali di peso e una profonda ferita sul petto. Il pesante cetaceo, ormai per tutti ‘‘Willy il cucciolo di balena’’,  è subito diventato l’attrazione della spiaggia, anche se la sua triste storia continua a commuovere. In tanti con i cellulari e le macchine fotografiche hanno voluto immortalare l’insolito ”pesce”, mai visto prima nei nostri mari. Forse una ‘‘bravata di gioventù’’ gli è stata fatale. «Il capodoglio è un cetaceo giocherellone – ha spiegato il verinario Asl del distretto di Tarquinia, Vincenzo Presciutti – probabilmente durante le sue evoluzioni si è allontanato dai suoi familiari attratto dalla scia di una grossa imbarcazione ed è rimasto ferito da un’elica o dal motore». Ma potrebbe essere rimasto imbrigliato anche in una rete: al livello della coda sono state notate delle striature longitudinali e parallele che potrebbero essere quelle delle reti dei pescatori. Oggi, sulla spiaggia, si sono precipitate tutte le forze dell’ordine: carabinieri, vigili urbani, Capitaneria di porto e vigili del fuoco. Oltre due ore sono servite per imbracare il cetaceo e poi, con l’ausilio di una ruspa, caricarlo sul camion per il CAPODOGLIOtrasporto dei rifiuti speciali della Asl. E’ stato condotto presso il deposito temporaneo di Orvieto e da lì sarà trasferito all’inceneritore di Latina. Non c’è stata possibilità alcuna di riservare al piccolo-grande Willy un epilogo migliore, anche se in tanti ci hanno provato. C’è chi, tra i bagnanti, si è anche proposto per averlo in affidamento con l’intento di conservarne lo scheletro. E chi ha pensato di trasferirlo all’istituto zooprofilattico di Torino per sottoporlo ad analisi. Ma è stato impossibile a causa della forte decomposizione. Finisce così la vita, breve e gloriosa, di Willy il capodoglio, finito nei nostri mari.

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