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Hcs, Freedom: "La soluzione del problema sta nella capacità politica e non nella divina provvidenza"

CIVITAVECCHIA – Le società partecipate al 100% dal Comune non possono fallire. A sottolinearlo, dopo l’ex sindaco di Civitavecchia Gianni Moscherini, è anche Freedom che proprio come l’ex primo cittadino civitavecchiese prende spunto da una sentenza del tribunale fallimentare di Palermo che “a gennaio 2013, ha rigettato l’istanza di fallimento presentata da Gesip Palermo spa, società con capitale detenuto al 100% dal comune di Palermo. I debiti delle partecipate – prosegue nella nota Freedom – sono debiti del comune. Sembra chiaro che la strada che il sindaco Tidei deve perseguire è quella in primo luogo della razionalizzazione e riorganizzazione tra Hcs che esercita e accentra troppo potere e troppi privilegi per se stessa innescando di fatto sudditanza e subordinazione delle Sot che non sono libere di esprimere il loro vero potenziale in termini di efficienza e servizi”. Freedom inoltre spinge affinché l’amministrazione comunale opti sul serio per il coinvolgimento nel “caso Hcs” dell’Autorità Portuale. “Il porto non deve più essere considerato, in maniera miope dalla politica, come un insieme di aree e di infrastrutture a sè stanti, quanto invece come un complesso di funzioni, che possono sviluppare una serie di interazioni con la comunità locale e che, nel contempo, si inserisce in una più ampia strategia di network urbano/portuale”.

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