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Duplice omicidio: ergastolo per Veneruso e Balzano

Duplice omicidio: ergastolo per Veneruso e Balzano

Lo ha chiesto il pg Elio Costa durante il processo davanti alla III Corte d’Assise d’Appello di Roma. Sentenza a fine maggio. L'uccisione di Carmine De Simone e Ciro Improta e il ferimento di altre due persone, avvenuti a Cerveteri il 15 novembre 2000, sono strettamente connessi all'omicidio della piccola Valentina Terraciano avvenuto tre giorni prima in provincia di Napoli  

CERVETERI – Gennaro Veneruso e Ciro Balzano, i killer che il 15 novembre 2000 uccisero, a Cerveteri, i sicari di Valentina Terraciano, la bambina di due anni ammazzata tre giorni prima, per errore, a Pollena Trocchia, in provincia di Napoli, davanti al negozio di fiori dello zio, meritano la condanna all’ergastolo. Sono state queste le conclusioni della pubblica accusa – il Pg Elio Costa -, dopo più di due ore di intervento nel processo tenutosi davanti alla III Corte d’assise d’appello di Roma. La sentenza, di quello che è stato un lunghissimo iter processuale, iniziato a Napoli e poi trasferito a Roma per competenza territoriale, è prevista per fine maggio. Secondo l’originale impostazione accusatoria, l’omicidio della piccola Valentina, avvenuto il 12 novembre 2000 e il duplice omicidio di Carmine De Simone e Ciro Improta, nonchè il ferimento di altre due persone, poi diventate collaboratori di giustizia, sono strettamente connessi. L’omicidio di Valentina è stato infatti ricondotto dall’accusa ad una ‘‘guerra fra clan’’, della quale la piccola fu l’incolpevole vittima. Il clamore suscitato dalla vicenda, per gli investigatori, indusse i boss del Vesuviano a liberarsi degli autori del gesto; ‘‘piano’’ poi realizzato  proprio a Cerveteri. I due sicari, che sbagliando bersaglio colpirono la piccola Valentina, fuggirono infatti da Napoli e si nascosero a Cerveteri, nella boscaglia a ridosso di Monte Abatone ma furono individuati dai killer giunti da Napoli e quindi uccisi con due colpi di pistola alla testa. I loro cadaveri furono poi trovati dai Carabinieri messi in allarme da persone della zona che avevano trovato i due corpi ben nascosti tra la vegetazione nei pressi di un pozzo. Nel 2003, la Corte d’assise di Napoli condannò Veneruso e Balzano all’ergastolo; l’anno successivo, la Corte d’assise d’appello di Napoli annullò la sentenza per incompetenza territoriale, mandando gli atti a Roma. Fu la Corte d’assise di Roma, nel novembre 2007 a condannare Veneruso e Balzano all’ergastolo per i due omicidi e a 12 anni di carcere per i tentati omicidi; sentenza, questa, confermata dalla I Corte d’assise d’appello della capitale. La Cassazione, nel giugno 2010, infine, decise il rinvio del processo davanti alla III Corte d’assise di Roma, per un vizio di motivazione della sentenza in merito al solo duplice omicidio De Simone-Improta. Ieri, la requisitoria del Pg Elio Costa, il quale ha concluso chiedendo ai giudici di condannare Veneruso e Balzano all’ergastolo. (a.r.)

 

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