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I romani presi dai carabinieri avevano gi&agrave;  colpito in citt&agrave;  <BR>

A febbario a casa di un imprenditore. Sono stati riconosciuti e inseguiti. E' stata la vittima di uno dei furti ad avvertire i carabinieri. Oltre alle copie delle chiavi trovati anche grimaldelli, spadini e cacciavite

A febbario a casa di un imprenditore. Sono stati riconosciuti e inseguiti. E' stata la vittima di uno dei furti ad avvertire i carabinieri. Oltre alle copie delle chiavi trovati anche grimaldelli, spadini e cacciavite

Avevano preso di mira Civitavecchia già  dal mese di febbraio scorso i due romani, di 50 e 48 anni, presi dai carabinieri con l'accusa di furto e ricettazione, dopo un lungo inseguimento e trovati in possesso di 162 tipi di chiavi diverse. Dalla Capitale, i due, con una lunghissima carriera da ladri in appartamento, condannati per tali reati almeno 10 volte, nella metà  del febbraio scorso, approfittando del fatto che una coppia di imprenditori locali si fosse allontanata, da casa gliela avevano svaligiata, portando via quadri, oro, elettrodomestici telefoni e mobili per oltre 50mila euro.

I due, però, con caratteristiche fisiche particolari, sono stati individuati da alcuni vicini di casa che, venuti a conoscenza del furto e di altri analoghi, segnalavano il tutto ai Carabinieri. Un mese dopo questi fatti, gli stessi sono stati nuovamente visti nelle adiacenze dell'abitazione dell'imprenditore a bordo di una Fiat 500. Giovedì, infine, l'epilogo. I due ladri, visti dall'imprenditore sulla strada mediana, sono stati segnalati ai militari dell'Arma. Individuati nel giro di qualche istante da due auto del Radiomobile e della Stazione cittadina, sono statii nseguiti sull'autostrada e bloccati. All'esito del controllo, riconosciuti come i ladri che agirono in casa dell'imprenditore, sono stati puntualmente identificati come coloro che si trovavano a bordo dell'auto rubata, e trovati in possesso di 162 chiavi alterate, spadini, grimaldelli e cacciaviti limati. In particolare avevano anche una serie di chiavi saldate tra loro, utili a forzare le serrature di sicurezza denominate europee. Le chiavi venivano tenute in rigoroso ordine alfabetico una accanto all'altra, per anno di fabbricazione e tipo, in maniera di facilitarne l'uso sulle porte dei malcapitati. Inoltre anche i documenti di identità  e l'assicurazione della macchina sui cui viaggiavano erano falsi. Quindi i due sono stati indagati a piede libero, per furto, ricettazione, possesso di grimaldelli, uso e falso in atti pubblici e documenti e muniti di foglio di via da Civitavecchia.

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